Nei giorni scorsi si è tenuta l’inaugurazione della rinnovata biblioteca del Seminario vescovile di Cortona. Alla presenza delle autorità locali sono stati illustrati i lavori eseguiti e la storia di quello che non è solo importante luogo di conservazione di preziosi volumi per specialisti, ma anche centro di documentazioni della storia cortonese.«Tutto è iniziato nel 2008 ha dichiarato Enrico Venturi, che ha diretto i lavori di restauro con lo spostamento della sede, seguendo il criterio di ricostruire l’ordine pregresso in maniera fedele. Sono stati restaurati gli scaffali, quelli originali settecenteschi, e quelli più recenti; i volumi, prima accatastati senza criterio o secondo divisioni per materia generaliste, sono stati suddivisi in due stanze, una con i testi moderni, l’altra con quelli più antichi. L’intervento ha interessato anche intere collane ed opere mutile, sebbene molte altre attendano di essere recuperate. Adesso deve partire l’opera di catalogazione dei circa settemila volumi presenti nella biblioteca: incunaboli, 505 cinquecentine in ottime condizioni di conservazione, manoscritti di storia locale, tra cui un delicatissimo “Erbario” di grande valore del Settecento contenente erbe e fiori essiccati, un’intera sessione di teologia patristica con opere dei grandi padri della Chiesa, manuali del XVII-XVIII secolo di fisica, matematica e medicina, la famosa “Encyclopédie” di Diderot e D’Alembert».Il vice-lucumone Edoardo Mirri ha sottolineato che «la storia della biblioteca non è che un capitolo della storia del Seminario», da lui ricostruita rifacendosi agli scritti del suo antenato don Giuseppe Mirri. Lo studioso ne ha riassunto le tappe principali: dalla nascita, nel 1683 grazie ai lasciti di Francesco Vagnotti, da cui prende il nome, al progetto di erigere il Seminario nella sede attuale realizzata dall’architetto Iannelli, al periodo d’oro che visse con monsignor Giuseppe Ippoliti alla fine del ´700, fino ai grandi interventi del vescovo Giovan Battista Laparelli, che curò molto l’edilizia e le discipline impartite nel Seminario nonostante le difficoltà politiche dell’Ottocento.Il sindaco Andrea Vignini ha poi preso la parola, esprimendo gratitudine e ammirazione per un lavoro che getta luce sulla storia di Cortona tra Cinquecento e Ottocento: «Bisogna essere orgogliosi ha dichiarato come cittadini di un luogo aperto al mondo, dove i venti, buoni o cattivi, arrivano prima che altrove».A trarre le conclusioni è stato l’arcivescovo Riccardo Fontana, che ha invitato a fare a meno di un uso puramente materiale di storia e arte, di mero abbellimento estetico; ha sollecitato tutti a ricordare che Cortona fa parte di un’identità collettiva e che va valorizzata per il patrimonio che può offrire oggi ai suoi visitatori. Dal presule anche un invito a leggere criticamente e soprattutto in silenzio i libri, per poter pensare e riflettere sul loro contenuto. «Bisogna recuperare il gusto di fare cultura ha detto fuggire dalla banalità e riscoprire la bellezza delle opere manoscritte».L’inaugurazione si è conclusa con la visita alla biblioteca, unanimemente riconosciuta come buon supporto alla ricca raccolta della biblioteca comunale e prezioso documento storico di per sé. di Maria Grazia Profeta