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L’udienza generale di Papa Francesco – 4 giugno 2014

È arrivato ancora prima del solito Papa Francesco, all’appuntamento del mercoledì: alle 9.40 la jeep bianca scoperta era già in piazza, ad attenderlo — riferisce la Prefettura della Casa Pontificia — circa 35mila persone, in una Roma baciata dal sole. Protagonisti del giro della piazza, come di consueto, i bambini. Una bimba ha offerto al Papa un bouquet di fiori gialli, un’altra ha ricevuto il bacio di Francesco vestita come una ballerina, con tanto di tutù bianco. Tra i gruppi presenti all’udienza di oggi anche l’Associazione Malpensa bike, di Lonate Pozzolo, e alcuni rappresentanti dell’Unione italiana lotta distrofia muscolare, provenienti da Monza. Diverse centinaia gli studenti provenienti dagli Stati Uniti e riconoscibili dai berretti multicolori. Nella parte finale del percorso, il Papa si è intrattenuto con un gruppo di religiose, che lo acclamavano a gran voce.

“La pietà non è pietismo”. A spiegarlo è stato il Papa, che nella catechesi dell’udienza generale di oggi si è soffermato sul dono della pietà, che viene spesso “frainteso” e che invece “tocca nel cuore la nostra identità e la nostra vita”. “Alcuni pensano che la pietà è chiudere gli occhi, fare la faccia ‘a immaginetta’, far finta di essere come un santo”, ha detto il Papa citando un proverbio in piemontese. “Questo non è il dono della pietà”, ha commentato, spiegando che pietà è essere “capaci di gioire con chi è nella gioia, di piangere con chi piange, di stare vicini a chi è solo o angosciato, di correggere chi è nell’errore, di consolare chi è afflitto, di accogliere e soccorrere chi è nel bisogno”. “Se il dono della pietà ci fa crescere nella relazione e nella comunione con Dio e ci porta a vivere come suoi figli — ha assicurato il Papa — nello stesso tempo ci aiuta a riversare questo amore anche sugli altri e a riconoscerli come fratelli”. “E allora sì che saremo mossi da sentimenti di pietà, non di pietismo, nei confronti di chi ci sta accanto e di coloro che incontriamo ogni giorno”, ha puntualizzato il Santo Padre.

“C’è un rapporto molto stretto tra il dono della pietà e la mitezza”. Ad assicurarlo, a braccio, è stato il Papa, che parlando di questo dono dello Spirito Santo, al centro dell’udienza di oggi, ha osservato — sempre fuori testo — che “il dono della pietà ci fa miti, tranquilli, pazienti, in pace con Dio e al servizio con mitezza degli altri”. “Chiediamo al Signore — l’invito di Francesco — che il dono del suo Spirito possa vincere il nostro timore, le nostre incertezze, anche il nostro spirito inquieto, impaziente, e possa renderci testimoni gioiosi di Dio e del suo amore”. “Con la mitezza e anche col sorriso, che sempre lo Spirito Santo ci dà”, ha concluso il Papa sempre fuori testo.

Fonte: AgenSir