Toscana

MAREMOTO IN ASIA, OLTRE 120.000 LE VITTIME

Secondo l’ultimo bilancio reso noto dai governi dei Paesi colpiti dal terremoto di magnitudo 9 gradi della scala Richter e dal successivo tsunami il giorno di Santo Stefano, sarebbero oltre 122.000 le vittime negli undici Paesi rimasti colpiti. La cifra più impressionante di vittime riguarda l’Indonesia, e in particolare la regione di Aceh, dove i morti accertati sarebbero finora 79.940; ormai, in pratica, i soccorritori hanno rinunciato a continuare le ricerche degli scomparsi, considerandoli, dopo cinque giorni, tutti deceduti. Solo il governo tailandese continua a parlare di 2.400 morti circa e 5.300 dispersi, sebbene le speranze di ritrovare persone scampate miracolosamente alla furia delle acque sia ridotta al lumicino.

Nello Sri Lanka le vittime dichiarate da Colombo sono 27.268; quelle indiane ammonterebbero a 12.500. Sono questi quattro i Paesi più colpiti, addirittura devastati, come nel caso del nord dell’isola di Sumatra e delle isole Andamane indiane: è proprio tra queste due regioni che è stato registrato l’epicentro del terremoto ed è qui che le acque del maremoto hanno per prime investito con la loro potenza le isole e le zone costiere.

Negli altri Paesi interessati dal disastro naturale il bilancio è fortunatamente molto più basso: 90 morti dichiarati dal regime militare del Myanmar, 75 nelle Maldive, 66 in Malaysia, 2 in Bangladesh. Nei Paesi africani, 132 sono le vittime in Somalia, 10 in Tanzania, 1 in Kenya. Il bilancio, purtroppo, non può ancora essere considerato definitivo.Misna

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