Toscana

MAREMOTO IN ASIA: UNICEF PER I BAMBINI, MA CAUTELA PER ADOZIONI AFFRETTATE

“E’ difficile immaginare la paura, la confusione e la disperazione di bambini che hanno visto onde enormi spazzare via tutto il loro mondo e scagliare cadaveri sulle spiagge” dice in un comunicato pervenuto il 1° Gennaio alla MISNA Carol Bellamy, direttore generale dell’Unicef (Fondo dell’Onu per l’Infanzia). “I bambini hanno perso ogni tratto della vita che conoscevano: genitori, parenti, amici, case, scuole e villaggi. Hanno un bisogno disperato di aiuto.” Bambini come Tamarashi, 13 anni, che in un villaggio della costa indiana, persi il padre e la madre portati via dalle onde dello tsunami, è stata trovata dai soccorritori dopo tre giorni trascorsi aggrappata a una palma da cocco.

In tutta la regione colpita gli operatori dell Unicef stanno lavorando con le autorità locali e le organizzazioni non governative per individuare i bambini rimasti soli, ricongiungerli ai genitori o ad altri loro familiari e dare loro l’assistenza necessaria. “Il posto dei bambini è in famiglia, non negli istituti” sottolineato Bellamy, ricordando che nella regione la grande famiglia allargata è la norma, e quindi anche per i bambini orfani è in linea di massima possibile contare su zii, cugini o altri parenti, oltre che sulla solidarietà e accoglienza della comunità locale.

Bellamy ha quindi espresso apprezzamento per la generosità della gente che, in tutto il mondo, chiede di adottare i bambini colpiti dallo tsunami, ma ha sottolineato che le adozioni affrettate durante le emergenze non rispondono all’interesse prioritario dei bambini: “Non possiamo dare per scontato che tutti i bambini che non riescono a trovare i loro genitori abbiano perso l’intera famiglia. Ci sono ovunque genitori, zii, cugini alla disperata ricerca dei loro figli e nipoti, e dobbiamo fare ogni sforzo per favorire la riunificazione dei bambini alle famiglie, prima di poter considerare la possibilità di adozioni”.

E anche per i bambini rimasti orfani, ha sottolineato, l’opzione migliore è l’adozione nell’ambito della famiglia allargata o della comunità locale. Già presente con propri programmi e operatori in tutti i paesi della regione, sin dal 26 dicembre il Fondo dell’Onu per l’Infanzia ha avviato la distribuzione dei primi soccorsi in Sri Lanka, Tamil Nadu, Indonesia e in tutti i paesi e le regioni colpiti, con materiali per la purificazione dell’acqua, abiti, coperte e medicinali; dal 31 dicembre opera con le autorità locali e i leader religiosi per creare 30 centri comunitari per i bambini nei campi sfollati delle regioni dell’Indonesia più colpite (Aceh e Nord di Sumatra), ha inviato in Thailandia 10 team di pediatri e infermiere specializzati per fornire sostegno psicologico ai bambini traumatizzati ed ha avviato su vasta scala nei campi per sfollati dell’India meridionale la sistemazione di impianti igienici per prevenire la diffusione di malattie e un programma di informazione a tappeto sull’uso corretto delle compresse di cloro per potabilizzare l’acqua e dei sali reidratanti per contrastare le diarree infantili.Misna

Lo speciale sul maremoto in Asia