Toscana

MEDIO ORIENTE, CUSTODE TERRASANTA: DA ABU MAZEN UNA CORAGGIOSA SCELTA DI PACE

“Abu Mazen oggi ha espresso una posizione molto chiara e coraggiosa sulla sua politica in futuro”: lo dice alla MISNA il Custode di Terrasanta, padre Pierbattista Pizzaballa, che a Ramallah ha partecipato alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp). “Ha dato un’efficace dimostrazione di volersi impegnare per il dialogo, usando molte volte la parola ‘pace’ nel suo discorso e rilanciando l’impegno a realizzare la ‘road map’” aggiunge il francescano, raggiunto telefonicamente a Gerusalemme. Abu Mazen (Mahmoud Abbas) si è espresso “in modo molto più netto rispetto a qualche formula diplomatica necessaria in queste occasioni: ha anche condannato chiaramente gli episodi di violenza sia da parte palestinese che israeliana”.

Dopo i sei civili israeliani uccisi al valico di Karmi, nel nord della Striscia di Gaza, oggi altrettanti palestinesi hanno perso la vita a Gaza per mano dei soldati dello Stato ebraico. “Le difficoltà e le violenze ci sono sempre state e nessuno ha mai pensato che qui in Medio Oriente la situazione possa cambiare all’improvviso” aggiunge il responsabile della Custodia Francescana. “Temo, anzi, che ci saranno ancora vittime, perché chi non vuole la pace usa questi strumenti per fare sentire la propria voce”.

Poco dopo l’insediamento del successore di Yasser Arafat, gli integralisti di Hamas hanno fatto sapere che non accetteranno l’appello al cessate-il-fuoco lanciato da Abu Mazen fino a che Israele non cesserà le proprie “aggressioni”.

“Il nuovo presidente – dice ancora alla MISNA padre Pizzaballa, 39 anni – dovrà dialogare con tutti, anche con gli estremisti. Però ora è necessario dargli tempo e capire cosa riuscirà a fare sul territorio, a partire dalla riforma dei servizi di sicurezza. Ai gruppi armati non si può proporre solo il disarmo, ma occorre anche garantire prospettive concrete di sviluppo per migliorare le condizioni di vita, in particolare nei luoghi, come Gaza, dove si sono radicate queste forme di violenza, che spesso sono espressioni di un forte disagio”.

Anche il governo israeliano, aggiunge il francescano, dovrà dimostrarsi fermamente deciso alla pace: “Israele deve rinunciare all’uso della violenza e accettare di sedere in modo stabile al tavolo del negoziato con i palestinesi, attuando le obbligazioni che ha sempre accettato ma che in parte sono disattese, come la rinuncia a nuovi insediamenti, la libertà di movimento ai palestinesi e la liberazioni dei loro detenuti”. Il Custode di Terrasanta rileva anche il “clima nuovo” che si respirava oggi durante l’investitura di Abu Mazen davanti al Consiglio legislativo palestinese: “Il presidente dell’Assemblea ha voluto ricordare anche l’opposizione, visto che Mazen non ha preso il 99% dei voti ma solo il 62%: mi sembra un gesto positivo di serenità che fa sperare per il futuro”. (a cura di Emiliano Bos) Misna