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MEDIO ORIENTE, GAZA: 2.000 AGENTI SICUREZZA PER PREVENIRE ATTACCHI

Il governo del nuovo presidente palestinese Abu Mazen ha schierato da questa mattina circa 2.000 agenti dei servizi di sicurezza nella zona settentrionale della Striscia di Gaza, e in particolare nelle città di Beit Hanun e Beit Lahia, oltre che in altre zone strategiche della regione. Obiettivo del nuovo esecutivo palestinese è prevenire gli attacchi con i missili Qassam ed azioni suicide dei militanti palestinesi contro le città israeliane. Lo rende noto il sito Internet del quotidiano ‘Haaretz’, spiegando che il dispiegamento di agenti, approvato dal ministro della Difesa Shaul Mofaz, dovrebbe essere completato domani. A Beit Hanun decine di poliziotti controllano tutte le automobili mentre una jeep con uomini armati pattuglia il valico di Erez. Difficile capire fin da ora quali potranno essere gli effetti di questo dispiegamento, annunciato lo scorso 17 gennaio come gesto distensivo di Ramallah verso Israele. Nella notte, in ogni caso, si è registrata, in Cisgiordania, la prima incursione israeliana da alcuni mesi a questa parte, con i militari di Tel Aviv penetrati fin dentro Ramallah e giunti non lontano dalla Muqata, la residenza del presidente palestinese Abu Mazen. Le autorità israeliane hanno al contempo deciso, dopo circa un mese, la riapertura parziale del valico di Rafah, fra il Sinai egiziano e la striscia di Gaza, chiuso dopo un attentato dinamitardo di militanti palestinesi che aveva provocato la morte di sei soldati israeliani.Misna