Toscana
REGIONE, APPROVATO PIANO SANITARIO 2005-2007
Dopo un lungo dibattito il Consiglio regionale della Toscana ha approvato il piano sanitario regionale 2005-2007. A favore hanno votato i gruppi di maggioranza, mentre il centrodestra ha espresso voto contrario. Il gruppo di Rifondazione Comunista si è astenuto.
In sede di dichiarazione di voto, Anna Maria Celesti (Forza Italia) ha spiegato che il giudizio negativo del suo gruppo è dovuto a numerose questioni, a partire dalla mancanza di libertà di scelta per il cittadino. Così come il sistema è strutturato, il cittadino che richiede una visita deve andare dove il sistema decide ha spiegato Celesti. Ancora, la consigliera ha espresso critiche per il fatto che il privato accreditato svolga all’interno del sistema pubblico solo attività residuali, e per il fatto che il sistema non vada incontro alle esigenze dei più deboli, i quali non riescono a inserirsi nei servizi offerti.
I dodici progetti speciali del piano sanitario non sono una novità, ma solo la certificazione di un fallimento passato, anche recente. Questa la posizione di Marco Carraresi (Udc) che ha annunciato il voto contrario del suo gruppo. Carraresi ha ribadito che ci sono molte note dolenti, come ad esempio la questione delle visite specialistiche. Molti provvedimenti adottati dalle Regioni non hanno trovato in realtà riscontro nelle Asl ha detto il consigliere dell’Udc e gli avanzamenti progettuali registrati sono minimi: penso, ad esempio, alla questione dei codici di priorità per garantire ai cittadini la corretta e rapida assistenza.
Di segno decisamente opposto il parere di Filippo Fossati (Ds), il quale ha espresso apprezzamento per il nuovo piano sanitario regionale, annunciando il voto favorevole del suo gruppo. In uno scenario nazionale che mette in seria difficoltà tutti i sistemi pubblici ha detto Fossati la Toscana riesce a costruire una rete di relazioni forti e un piano sanitario tutto orientato sulla promozione della salute. Abbiamo fissato per i prossimi cinque anni obiettivi credibili, che dimostrano come la Toscana sia all’avanguardia a livello nazionale ed europeo nel trattamento di molte patologie. Fossati ha infine sottolineato che la spesa privata delle famiglie per la sanità, in Toscana, è ferma al 1997: segno che sono state aumentate le prestazioni.
Anche Alberto Monaci (Margherita), annunciando voto favorevole, ha espresso soddisfazione per il fatto di essere riusciti a fare arrivare in porto il provvedimento, e ha sottolineato l’apporto dato dal gruppo della Margherita. Il nuovo piano sanitario presenta continuità e integrazione con quello vigente ha detto Monaci e punta alla difesa del sistema pubblico, dimostrando la capacità di mantenere entro la sfera pubblica il controllo della sanità. E parliamo di pubblico non come teorema, ma come scelta di gestione che tuteli il cittadino e garantisca il non venir meno del sistema solidale.
Nel nuovo piano sanitario sono presenti elementi che consentono di garantire l’efficienza: lo ha sottolineato Fabio Roggiolani (Verdi) annunciano il voto favorevole del suo gruppo. Secondo Roggiolani questa volta è stato adottato un metodo innovativo, quello di raccogliere gli input e le indicazioni di percorso provenienti dalla Regione, che mi auguro sia adottato anche in futuro dal Consiglio regionale.
Mentre Luciano Ghelli (Comunisti italiani) e Pieraldo Ciucchi (Sdi) hanno annunciato il voto favorevole dei loro gruppi, Virgilio Luvisotti (Alleanza nazionale) ha espresso numerose critiche e la contrarietà al provvedimento. Non è vero che in Toscana va tutto bene, che le liste di attesa sono brevi ha detto Luvisotti -. A Pisa una ragazza si è sentita dire che doveva attendere due mesi per una Tac, nei pronto soccorso i pazienti soggiornano due-tre giorni sulle lettighe nei corridoi. Ci troviamo davanti a un sistema in cui la classe medica mette in discussione la salute dei cittadini per rispettare il budget. Si assiste, ha ribadito infine il consigliere di Alleanza nazionale, a un modelo di neocentrismo regionale che riduce la libertà di scelta del cittadino.
Voto di astensione, infine, è stato annunciato da Mario Ricci di Rifondazione Comunista. Secondo Ricci se da un lato è vero che le caratteristiche del sistema nazionale hanno strangolato i sistemi locali, che devono dunque fare i conti con la scarsità di risorse, dall’altro la scelta di coinvolgere il privato e il privato sociale rischia di preludere alla nascita di un modello pubblico-privato che non ci convince affatto. (cs-cem)