Circa 17.000 persone sono in fuga dal Togo, verso il Benin e il Ghana, dopo le contestate elezioni presidenziali e il clima di violenza e di scontri in cui è precipitato il Paese. La rete internazionale Caritas si è subito attivata a sostegno della Caritas del Benin, diffondendo un appello di emergenza “con la speranza che, grazie anche agli sforzi dell’Unione europea e dell’Unione africana, si possano trovare al più presto strade per la risoluzione del conflitto e la ricerca di un accordo tra le parti in grado di consentire l’avvio di un processo democratico con regole chiare e condivise”. La Caritas Benin sta distribuendo cibo. I gruppi parrocchiali della Caritas della diocesi di Lokossa stanno portando il loro aiuto alle famiglie di rifugiati e le altre parrocchie sono pronte a distribuire viveri e generi di prima necessità. Molti rifugiati sono stati accolti nella parrocchia di Hillacondji e i feriti sono stati trasportati all’ospedale di Comé e nei centri sanitari circostanti. Per assistere 10.000 rifugiati nei prossimi tre mesi si prevede una spesa di circa 110.000 euro, che permetterà di fornire ad ognuno razioni mensili comprendenti 12 kg di riso, 1,4 kg di fagioli, 1 litro d’olio, mezzo chilo di zucchero, 280 grammi di pomodori, 0,15 kg di sale. Inoltre verranno distribuiti piatti, pentole, bicchieri, stuoie e si potranno dotare le strutture di accoglienza con adeguati servizi igienico-sanitari. Per sostenere gli interventi in corso (causale “Togo/Emergenza rifugiati”) numeri di c/c su www.caritasitaliana.itSir