Toscana
CLEMENTINA CANTONI E’ RIENTRATA A CASA A MILANO; “QUANDO MI HANNO LIBERATA HO AVUTO PAURA”
Clementina Cantoni è ormai a casa. E’ arrivata in via Jan, a Milano, alle 11.32 di stamani. Ad aspettarla un centinaio di persone che Clementina ha salutato con un gesto della mano e con un “grazie”. All’aeroporto di Linate, dove era giunta in volo da Roma c’erano ad attenderla anche anche il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, e il prefetto Bruno Ferrante.
Dal 16 maggio scorso, il giorno del rapimento a Kabul per la giovane ccoperante di “Care International” a casa Cantoni si erano vissuti momenti di angoscia. Poi due giorni fa la notizia della liberazione. Un sospiro di sollievo non solo per i familiari ma per l’intero quartiere che è stato vicino alla famiglia Cantoni e che per domani ha organizzato, nella piazza della parrocchia di Santa Francesca Romana, una festa per lei, diventata suo malgrado simbolo di tutti.
Nel pomeriggio, Clementina è stata suo malgrado costretta a ‘cedere’ alle pressioni dei giornalisti e ha convocato una conferenza stampa alle 16.30 al Circolo della Stampa, dove ha risposto alle domande. “Un attimo prima di essere libera, mi si è fermato il cuore”, ha detto ai giornalisti, ricordando il moneto in cui, bendata, è stata fatta scendere dai sequestratori da una macchina e fatta salire su un’altra. “In quel momento mi si è fermato il cuore – ha detto la volontaria italiana – perché non capivo cosa mi stava succedendo. Poi mi hanno tolto il burqa e ho visto che la macchina su cui ero salita era quella della polizia afghana. Ma c’è stato un momento in cui non capivo e mi si è fermato il cuore”. Ha anche espresso la volontà di poter tornare a Kabul per salutare gli amici che lavorano nella capitale afghana e ha ribadito di aver sempre agito con la massima prudenza e di aver rispetto le regole. Il suo desiderio, oltre alla sincera gratitudine nei confronti del lavoro fatto sulla sua vicenda dai giornalisti italiani, è ora quello di tornare a vivere in modo normale, poter vivere un po’ in pace.
Il portavoce del ministero dell’Interno afgano, Lutfullah Mashal ha dichiarato all’agenzia Ansa che cinque persone arrestate nelle ultime settimane e tuttora in carcere sono ritenute coinvolte nel rapimento. Ha detto anche che altre 5 persone, conoscenti e compaesani di Timor Shah, il capo della banda di sequestratori, “sono state rilasciate in quanto non vi erano prove di colpevolezza”. Il portavoce del ministero dell’Interno di Kabul aveva detto ieri che, oltre alla madre di Timor Shah, sono state scarcerate tre persone del villaggio dello stesso capo della banda dei rapitori di Clementina Cantoni, precisando che tale liberazione è avvenuta solo “perché non era contestato loro alcun reato. Erano stati arrestati perché fornissero informazioni su Timor Shah”.