Dopo quattro rinvii, e con il disaccordo dei sunniti, è stata annunciata ieri, senza il previsto voto che avrebbe dovuto seguire, una bozza di costituzione su cui in ottobre dovrebbe essere il paese stesso a votare. Fortemente voluto, forse imposto dagli americani, il documento è frutto di un apparente intesa tra sciiti e curdi; basterà però che al momento del voto popolare solo tre delle 18 province irachene votino contro – e in almeno tre il 20% di popolazione sunnita appare molto forte e intenzionata a votare – perchè l’intero processo costituzionale torni al punto di partenza. In caso di forte e riuscita opposizione sunnita, bisognerà perfino rieleggere il parlamento, tornando a prima dello scorso gennaio. Per il momento, da Washington a Londra si sono comunque sentite reazioni in qualche caso entusiaste. Misna