Toscana

IRAQ, STRAGE DI SCIITI A BAGDHAD

È ancora provvisorio ma già gravissimo il bilancio delle vittime schiacciate dalla folla in preda al panico accalcatasi questa mattina sul ponte di al-Aimah, che separa il quartiere sunnita di Adhamiya da quello sciita di Kazimiyah, nel nord di Baghad. Fonti sanitarie dell’ospedale di Numman hanno riferito di almeno 157 morti accertati, ma decine di cadaveri galleggerebbero ancora sul fiume Tigri e altri sarebbero riversi sull’asfalto. In un primo momento, il vice-ministro della Sanità Jalil al-Shumari aveva ipotizzato cinquecento vittime; poco fa il ministero degli Interni iracheno ha reso noto che i morti potrebbero essere 640, un numero pressoché identico a quello riferito dall’emittente Tv ‘al-Hurra’ e da fonti della sicurezza che hanno parlato anche di oltre 250 feriti.

Sulle cause della strage permangono incertezze: secondo il vice-ministro al-Shumari, la folla si è lasciata prendere dal panico dopo che si era sparsa la voce della presenza di uno o più attentatori suicidi sfondando le ringhiere del ponte; altre fonti affermano che la gente avrebbe iniziato a scappare dopo l’esplosione di alcuni colpi di mortaio. Proprio due tiri di mortaio, avvenuti nelle prime ore della mattina nelle vicinanze del mausoleo dell’imam Mussa al Kazim, di cui ricorre oggi per gli sciiti iracheni l’anniversario della morte, avevano ucciso sette persone e ferito altre 35. Misna