Toscana

A FIRENZE DAL 14 AL 16 SETTEMBRE INCONTRO COMITATO PERMANENTE PER LA PACE TRA EBREI E MUSULMANI

L’imam di Gaza, Imad Al Faoluji, e il direttore generale del gabinetto del gran rabbinato di Israele, Oded Wiener, saranno fra i protagonisti della riunione del «Comitato permanente per la pace fra ebrei e musulmani», dal 14 al 16 settembre in Palazzo Vecchio a Firenze. Fra i temi in discussione: il ruolo delle religioni nella lotta al terrorismo.

L’incontro è stato presentato a Firenze dal sindaco Leonardo Domenici, dal presidente della comunità islamica toscana, Izzedin Elzir, e dal rabbino capo di Firenze, Joseph Levi. Il Comitato è nato a gennaio, dopo il primo convegno internazionale su «Rabbini e imam per la pace”, che si è svolto a gennaio a Bruxelles e a cui hanno partecipato 120 capi spirituali ebrei e musulmani.

Fra gli appuntamenti in programma a Firenze, un incontro pubblico, il 15 in Palazzo Vecchio, dal titolo «Ebraismo e islam. Il ruolo delle religioni nei processi di pace e nella lotta contro il terrorismo», a cui parteciperanno i componenti del Comitato, di cui fanno parte anche Adamou Ndam Njoya, coordinatore del consiglio superiore islamico del Camerun, e il gran rabbino Joseph Azran, ex ministro delle finanze d’Israele. All’incontro sarà presente anche l’arcivescovo di Firenze, Ennio Antonelli.

«La scelta di Firenze – ha commentato Domenici – conferma la vocazione della città come luogo di dialogo fra i popoli e le civiltà. È importante che un’ istituzione come il Comune, che ospita le riunioni del Comitato, si impegni su questo terreno. Il confronto fra religioni deve tener conto delle differenze, non annullarle, ma prenderne coscienza e gestirle, e la cultura laica può offrire un utile terreno di incontro e dibattito». «Lo scontro politico a cui assistiamo da anni – ha aggiunto Elzir – viene scambiato per una lotta fra ebraismo e islam. Non è così. Le religioni esistono per dare la vita, non per toglierla. L’incontro di Firenze servirà per confrontarci sulle differenze, non per annullarle». Levi, ricordando il risultato del convegno di Bruxelles, ha detto che il Comitato nasce per «creare una sorta di alleanza per una lettura dei testi sacri che risponda alle sfide democratiche della società civile moderna. Anche l’incontro fiorentino diventerà un momento più culturale che politico, per fare un ulteriore passo in avanti nel dialogo interreligioso».(ANSA).