Toscana
IMMIGRAZIONE, SEMINARIO REGIONE CON ASSOCIAZIONI; LA TOSCANA PREPARA RETE ACCOGLIENZA
Realizzare un sistema regionale di accoglienza per gli immigrati cercando di farli diventare cittadini a tutti gli effetti è il progetto a cui sta lavorando la Regione attraverso il ‘Piano d’azione integrato regionale sull’immigrazione’. Lo strumento raggruppa tutti gli aspetti sociali connessi all’immigrazione e permette ai migranti in Toscana di avere casa, lavoro, libri su cui studiare. Con questo obiettivo si è tenuto stamattina a Palazzo Bastogi un seminario di lavoro organizzato dalla Regione rivolto a istituzioni e associazioni che operano nel settore. “E’ stata senza dubbio un’occasione importante per arricchire il confronto in vista della stesura del documento finale”, ha spiegato l’assessore regionale alle politiche sociali Gianni Salvadori. “Questo piano è previsto nel Piano Integrato Sociale Regionale, ed il tema dell’immigrazione è una delle nostre priorità per questa legislatura. Il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati al tema è fondamentale. E’ un lavoro molto complesso perché oltre alle istituzioni è necessario ascoltare anche la voce dei migranti, coloro ai quali il piano si riferisce”.
“L’arrivo di nuovi migranti per l’Italia – sottolinea Salvadori – rappresenta un’opportunità. Non va vista come un rischio o un pericolo. Ritengo che da questo punto di vista occorra passare dalla logica dell’ordine pubblico a quella dell’accoglienza. In quest’ottica vorremmo fondere le due visioni legate all’integrazione e alla multiculturalità perché al centro di questo piano d’azione stanno le persone e non la politica”.
“La questione della legalità – ha proseguito Salvadori – è fondamentale, perché vogliamo innanzitutto che queste persone abbiano diritti ma anche doveri. Prima di tutto è necessario che questo piano d’azione sia condiviso da tutti. In secondo luogo la legge sull’immigrazione, a cui stiamo lavorando, deve cercare di affrontare i problemi connessi (alloggio, lavoro, minori non accompagnati) attraverso soluzioni innovative ed efficaci. Vanno costruiti i presupposti affinché il migrante possa conoscere ciò che lo rende cittadino a tutti gli effetti, senza sentirsi addosso occhi impauriti o preoccupati. In questo senso il diritto di voto può costituire una delle condizioni per sentirsi parte della comunità ma non può essere la sola”.(ANSA).