Toscana

FESTA TOSCANA, CONSIGLIO REGIONALE AI PIEDI DEL DAVID

Si è celebrato nel magnifico scenario della Galleria dell’Accademia, ai piedi del David di Michelangelo, il Consiglio solenne che ha rappresentato il momento culminante della Festa della Toscana, che il Consiglio regionale ha istituito nel 2001 per ricordare l’atto con il quale il 30 novembre del 1786 il Granduca Leopoldo II abolì, primo capo di Stato nel mondo, la pena di morte. Una festa celebrativa che quest’anno ha avuto per tema l’Europa.

“Il primo obiettivo che abbiamo davanti – ha detto il presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini nel discorso di apertura – è quello di rilanciare il processo di unificazione politica dopo lo stop imposto nei referendum di Francia e Olanda. È necessario farlo perché l’Europa è da sempre terra di incontro di culture e civiltà diverse, è madre di diritti e di libertà, è luogo in cerca di equilibrio e unità”. Nencini ha poi ricordato che molti di quelli che sono diventati valori condivisi sono nati in Toscana: “Con Machiavelli e la sua secolarizzazione della politica; con l’Umanesimo, l’apoteosi della vita terrena; con lo spirito d’impresa; con la ricerca del gusto; con l’abrogazione della tortura e della pena di morte”. Per questo motivo la Toscana, ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, assume anche quest’anno degli impegni che possano lasciare traccia visibile nel lavoro di costruzione dell’Europa. Puntando, soprattutto, sul contributo che possono dare le Regioni.

Di costruzione dell’Europa ha parlato anche Julia Kristeva, la scrittrice e psicanalista francese di origine bulgara, alla quale il Consiglio regionale ha ieri conferito il Gonfalone d’argento. La Kristeva ha parlato della necessità di un “nuovo Umanesimo” che sappia accettare l’idea che “il divino abita l’uomo” e che sappia “rifondare le ragioni del desiderio di condivisione di tutte le tradizioni religiose presenti in Europa”. Luogo di questo ripensamento e della definizione di Europa potrebbe essere, secondo la scrittrice francese, un Collegio internazionale della cultura europea. “La Toscana potrebbe essere il luogo ideale per ospitarlo – ha detto –. E voglio immaginarlo come luogo che ragiona intorno a tre parole: verità e singolarità dell’uomo; libertà; diversità delle lingue”.

Peter Esterhàzy, scrittore ungherese anch’egli insignito del Gonfalone d’argento, ha ricordato che oggi si festeggia non solo l’anniversario dell’abolizione della pena di morte, ma anche la grazia concessa a un giovane americano che avrebbe dovuto essere giustiziato. “Per parlare di Europa – ha detto Esterhàzy – bisogna usare un linguaggio complesso, perché la complessità è una delle tradizioni più nobili dell’Europa. Il linguaggio del populismo non è adatto”. Nonostante le paure, le indecisioni intellettuali, la mancanza di visioni, essere europei significa camminare a testa alta, ha detto ancora lo scrittore. “Quando pensiamo all’Europa – ha concluso – non dobbiamo scegliere la soluzione migliore fra quelle che conosciamo, ma ricreare questo spazio che noi chiamiamo Europa utilizzando la fantasia, l’immaginazione, il linguaggio del sogno”.

Il presidente della Giunta regionale Claudio Martini ha sottolineato come l’Europa sia a un bivio: da un lato cresce la domanda per una politica europea forte in settori come l’economia, le politiche sociali, l’immigrazione, dall’altro i cittadini dubitano e lanciano segnali negativi, come è avvenuto in Francia e Olanda. “La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea ci conferma che l’Europa si basa sulla libertà, l’uguaglianza, la solidarietà, la pace, e la Toscana orienta il proprio operato tenendo chiari e fermi questi principi – ha ricordato il presidente della Regione -. Dobbiamo tenere ben stretto il filo che unisce storia e memoria e contribuire alla promozione dei valori della convivenza e della pace. La nuova Europa deve essere espressione di un multilateralismo efficace, e in questa spinta verso la costruzione di un processo europeo le Regioni entrano in gioco e possono svolgere un ruolo importante, perché sono, per le loro caratteristiche, le più adatte ad avvicinare i cittadini e a rapportarsi con i governi e con le istituzioni europee”. (cs-lm/cem)

Festa della Toscana 2005