Toscana

PENA MORTE: NENCINI,HENDEL INTRECCIO PERVERSO SATIRA-POLITICA

“Il mio disagio non sta nelle parole di un comico, nel suo riconosciuto diritto ad esprimersi, ma nell’ intreccio perverso che questa volta c’è stato fra satira e politica”. Lo ha detto il presidente del consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, commentando l’esibizione di Paolo Hendel, che al concerto “contro la pena di morte” a cui hanno partecipato numerosi artisti toscani non ha risparmiato battute su Silvio Berlusconi. L’evento rientrava nel programma della Festa della Toscana, promossa dal consiglio regionale per celebrare l’anniversario dell’abolizione della pena di morte, avvenuta per la prima volta al mondo nel Granducato di Toscana il 30 novembre 1786. “Nella lotta che conduciamo da anni contro la pena di morte – ha spiegato Nencini – contro un barbaro rituale che vogliamo abbattere non c’è nulla da ridere. Altri artisti, come Pelù, Irene Grandi, Jovanotti, Ginevra Di Marco e tutti i protagonisti della serata hanno cantato e suonato con grande passione e professionalità, trovando il modo di richiamarsi al valore della vita umana che erano stati invitati a celebrare. Un valore intorno al quale tutta la società civile e politica della Toscana si ritrovava unita. A loro e a Piero Pelù va il ringraziamento di tutto il Consiglio regionale”.

“Quello che più mi fa riflettere – ha concluso Nencini – è la confusione dei piani fra politica e comicità. Fa riflettere che il messaggio della Festa della Toscana, la lotta per la difesa della vita, il più sacro dei diritti dell’uomo, intorno alla quale tanti giovani si erano mobilitati in una serata di musica e arte, abbia ceduto il passo a temi più banali, ancorché più facili per un comico, come quelli sulla Lecciso, Albano o di Berlusconi”.

Il problema dell’opportunità dello show di Hendel era stato sollevato ieri dal vicepresidente del consiglio regionale toscano, Paolo Bartolozzi (Forza Italia), che aveva chiesto un intervento pubblico di condanna da parte di Riccardo Nencini e che Paolo Hendel non venisse “più invitato ad alcuna iniziativa promossa dal Consiglio regionale della Toscana”. Il comico, proseguiva Bartolozzi, “ha trasformato un evento celebrativo in un becero episodio di strumentalizzazione politica di parte. Non si possono utilizzare i soldi pubblici dei toscani per fare una campagna elettorale di parte, Hendel ha messo in piedi una sceneggiata di pessimo gusto, con reiterati attacchi alla figura del presidente del Consiglio”. Per Bartolozzi, Hendel si è così “dimostrato irriguardoso delle più elementari regole di correttezza e di opportunità”. “Questo – conclude Bartolozzi – senza tener conto che la Festa era ed è di tutti i cittadini toscani, di qualsiasi orientamento politico essi siano.(ANSA).