Toscana
AIDS: IN TOSCANA 47% MALATI CONTAGIATI DA RAPPORTI ETEROSESSUALI; TERZA PER CASI CONCLAMATI
La Toscana, con 1275 malati di Aids, è al terzo posto in Italia per i casi conclamati della malattia ed è quinta per numero complessivo di casi notificati dal 1985 al 2004, cioé 3575. L’età media con cui si scopre la malattia è in aumento e anche le cause del contagio cambiano e la trasmissione sessuale diventa preminente e sfiora il 50%. I dati arrivano dal rapporto toscano elaborato dall’Osservatorio di epidemiologia dell’agenzia regionale di sanità toscana per la giornata mondiale dell’Aids. Secondo il rapporto, l’attuale tasso medio regionale di incidenza di nuovi casi è stabile ed è di 3,1 malati ogni 100 mila abitanti, con punte di 5,4 a Livorno e valori più bassi a Siena (0,9).
Le nuove infezioni sono circa 100 all’anno e i sieropositivi sono stimabili in 6000. Se prima della metà degli anni novanta quasi il 60% dei contagi avveniva tra tossicodipendenti, il 26% tra omosessuali e solo il 9% tra eterosessuali, oggi i rapporti sessuali tra uomo e donna rappresentano tra le cause della malattia il 47%, quelli omosessuali il 29% e i tossicodipendenti il 23%. Dieci anni fa, inoltre, l’età media della diagnosi era di 34 anni per gli uomini e di 30 per le donne; oggi si è spostata rispettivamente a 44 e 37 anni.
“Serve a poco ricordare come la situazione in Italia e in Toscana sia ben lontana da quella che si registra in altre zone del mondo – commenta l’assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi – occorre piuttosto rafforzare i sistemi di sorveglianza, dare ancora più forza alle misure di prevenzione primaria e secondaria, spendere bene, come abbiamo fatto e stiamo facendo, i 2 milioni di euro disponibili per l’assistenza ai malati di Aids nei reparti e a casa”. La Toscana, è stato ricordato, è impegnata dal 1995 in una ricerca che coinvolge anche l’università di Milano e quella di Osaka, in Giappone.
“Studiando 50 coppie eterosessuali stabili con un partenrs infetto e l’altro che resiste all’infezione – hanno spiegato Francesco Mazzotta, coordinatore della commissione regionale di malattie infettive, e Mario Clerici, immunologo all’università di Milano – abbiamo riscontrato la presenza di un particolare assetto genico che è associabile all’assenza di infezione. Adesso la sfida è produrre la proteina di quel gene in modo da impiegarla in attività di prevenzione”.
In occasione della giornata mondiale di lotta all’Aids, il Comune di Firenze ha organizzato un incontro di sensibilizzazione nel salone dei Cinquecento con il sindaco Leonardo Domenici, alcuni assessori e circa 200 studenti delle scuole superiori fiorentine. (ANSA).