Per la prima volta dall’inizio della guerra in Iraq, esplosa nel marzo 2003, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush nel corso di un discorso ufficiale ha ammesso che più o meno 30.000 iracheni sono morti mentre noi in Iraq abbiamo perso 2.140 soldati in questi primi 33 mesi di occupazione. Bush ha centrato soprattutto il suo discorso sulla cosiddetta strategia per la vittoria, da qualche settimana suo cavallo di battaglia, e ha parlato del 2005 come dell’anno che sarà ricordato come un momento cruciale nella storia dell’Iraq, del Medio Oriente e della democrazia. Molti organi di informazione hanno dato soprattutto rilievo alle cifre sulle vittime riferite da Bush; alla fine dell’intervento del presidente, tuttavia, la Casa Bianca ha smentito che quelle riferite fossero cifre ufficiali, definendole semplicemente dati riportati dalla stampa ai quali il capo dello Stato nordamericano ha fatto riferimento.Misna