Toscana
ENERGIA, 300 MLN EURO PER INCREMENTARE PRODUZIONE GEOTERMICA IN TOSCANA
Intensa seduta della Commissione territorio e ambiente del Consiglio regionale, riunita giovedì 15 dicembre. All’ordine del giorno l’incontro con i vertici nazionali dell’azienda Enel per discutere circa gli impegni in Toscana ma anche riguardo al piano di recupero delle aree minerarie di S. Barbara. Dalla discussione affrontata con i rappresentanti della Società produttrice e distributrice, è emersa chiara la forte vocazione toscana all’uso e all’incremento di energie rinnovabili, prima fra tutte la geotermia. L’energia del sottosuolo che consiste nel convogliare i vapori provenienti dalle sorgenti d’acqua sotterranee verso apposite turbine adibite alla produzione di energia elettrica. Principali applicazioni del vapore naturale sono la produzione di energia tramite il classico metodo delle turbine, l’incanalazione del calore in un sistema di tubature utilizzato per attività locali di riscaldamento.
Le cifre presentate oggi in Commissione ha detto il Presidente Erasmo D’Angelis parlano di un piano di esportazione geotermica che non ha eguali nell’ultimo decennio. Trecento milioni di euro di investimenti previsti per un incremento del 10% di produzione. Dagli attuali 5127 Gwh si passerà a 5500 Gwh. Le potenzialità di espansione poi, oggi calcolate nella percentuale del 23.6, vengono stimate in circa il 30%. Un obiettivo di tutto rispetto e di cui tenere conto.
All’ordine del giorno dei lavori della Commissione anche il piano di recupero delle aree minerarie di S. Barbara. Un territorio fortemente compromesso da anni di escavazioni su cui tutti commissari (tra quelli che hanno preso la parola Agresti, Brogi, Franchini, Giovannini, Marcheschi e il vicepresidente Simonti) hanno chiesto maggiori spiegazioni ed informazioni. In primis all’assessore regionale all’ambiente Marino Artusa, intervenuto ai lavori. Artusa ha informato i componenti la Commissione che è attivo un tavolo di concertazione con tutti i soggetti coinvolti (amministratori ma anche comitati di cittadini e associazioni) ed Azienda per definire le strategie ed approfondire gli aspetti più significativi. Tutto questo ha sottolineato l’assessore regionale in un’ottica di più ampio respiro che tenga dentro tutte le problematiche regionali. La questione di S. Barbara non è e non deve rimanere un caso isolato. Non possiamo permetterci un confronto settore per settore ma guardare al nostro territorio nella sua totalità e globalità.
Numerose sono quindi state le domande rivolte dai commissari direttamente ai rappresentanti Enel. Tra tutti i quesiti, la necessità di un progetto che in tempi brevi possa restituire il territorio ai cittadini fortemente penalizzati: Circa un quarto del territorio comunale ha sottolineato il consigliere regionale Ds L’Ulivo Enzo Brogi – è dissestato da anni di escavazioni a cielo aperto. Sul piano di recupero e sul progetto di bonifica, segnali positivi sono stati espressi da Enel che si è dichiarata disponibile a raggiungere un accordo. L’Azienda si è comunque espressa in modo negativo sulla proposta avanzata da molti commissari di riprendere in mano il progetto sostanzialmente già approvato dalle istituzioni nel 1993. La motivazione sta nel fatto che da allora altri due piani sono stati presentati, l’ultimo dei quali nel 2004. Quello del 1993 è da considerarsi quindi superato.
Circa i tempi di bonifica e recupero del territorio, Enel non ha potuto fornire stime precise. Tutto dipenderà dai tempi di approvazione del progetto definitivo. Indicativamente si può ragionevolmente parlare di almeno 10 anni de lavori (cs-f.cio)