Toscana
ENTRO 2006 NUOVA LEGGE SERVIZI PUBBLICI IN TOSCANA
Sarà predisposto entro l’estate del 2006 il testo della nuova legge regionale che disciplinerà i servizi pubblici e che avrà come capisaldi consentire un miglioramento in termini di qualità e efficienza per contribuire a rendere più competitivo il sistema toscano e garantire forme innovative di partecipazione che consentano ai cittadini di rendersi parte attiva nell’organizzazione e nel controllo dei servizi. Ne hanno parlato stamani, informa una nota, il presidente della Regione Toscana Claudio Martini e l’assessore alle riforme istituzionali Agostino Fragai in un convegno organizzato nella sala convegni della facoltà di economia dell’Università di Firenze, e dedicato proprio alla legge che in futuro regolerà servizi pubblici, come acqua, gas e rifiuti.
“Si tratta – ha spiegato Martini – di una normativa che si collocherà in un contesto di grandi cambiamenti in questo settore, con un progressivo allargamento del mercato e l’avvento di gare cui progressivamente parteciperanno grandi soggetti nazionali e internazionali”. Di qui l’esigenza sia di stimolare i soggetti pubblici e privati della nostra regione ad attrezzarsi per sostenere la competizione, sia quella di predisporre adeguatamente gli strumenti istituzionali volti a organizzare il settore e a controllarne i gestori.
“Attualmente – ha proseguito – ci sono in Toscana troppe aziende, i servizi risultano eccessivamente frammentati. E’ necessario che gradualmente le aziende, pubbliche e private, individuino soluzioni per far convergere le forze e alimentare l’efficienza in modo da poter sostenere la competizione che si aprirà su scala europea”.
“Analogamente – ha aggiunto – per il profilo degli strumenti istituzionali, dovremo ripensare alla nostra suddivisione territoriale in Ato (Ambiti territoriali ottimali), ipotizzando ambiti più grandi di quelli attuali”. Il tutto, ha sottolineato il presidente, mantenendo il ruolo decisivo del ruolo pubblico, specie da parte dei comuni, nella proprietà delle risorsa e nella definizione degli obiettivi e della funzione sociale.
Alla ‘missione’ pubblica della legge, e in particolare al ruolo attivo che dovranno avere i cittadini negli scenari futuri dei servizi pubblici ha dedicato gran parte del suo intervento l’assessore Fragai. “Non faremo una legge per le imprese, benché in gran parte pubbliche – ha detto – ma per i cittadini. Tutto ciò che avviene nel settore dei servizi pubblici dovrà risultare trasparente e controllabile”.
Fragai ha anche indicato una serie di strumenti che potranno essere utilizzati per concretizzare questi obiettivi. Per esempio la possibilità di prevedere, nell’ambito delle società di gestione, uno spazio azionario dedicato a cittadini e associazioni dei cittadini con l’obiettivo di radicare l’azienda al territorio e di effettuare un controllo interno. Sarà inoltre favorita la costituzione da parte di cittadini o di imprese di consorzi di utenti che, in servizi come la telefonia o l’energia, saranno capaci di proporsi con più forza nei confronti dei gestori, per ottenere migliori condizioni di offerta. Ancora sarà avanzata la costituzione di un osservatorio capace di raccogliere le informazioni più rilevanti sul servizio, anche a confronto con realtà diverse, e di uno strumento per la difesa del cittadino (‘una sorta di difensore civicò ha detto Fragai).
Sul tema che più interessa e mobilita gli utenti, quello delle tariffe, l’assessore ha indicato che per avere tariffe più giuste e omogenee nel territorio sarà importante disporre di istituzione preposta al controllo forte e autorevole, magari di rilevanza regionale: in questo senso ha quindi ribadito la prospettiva di un allargamento degli attuali Ato. L’assessore ha infine anticipato altre due scelte di fondo che saranno contenute nella futura legge. La prima riguarda l’acqua: “Prevederemo – ha detto – che si mantenga la maggior parte del capitale di gestione in mano pubblica”. La seconda le tariffe sociali: “anche se in Toscana il costo dei servizi è più basso rispetto al resto d’Europa saranno comunque previste tariffe agevolate per le fasce più deboli”. (ANSA).