Benin, Bolivia, Burkina Faso, Etiopia, Ghana, Guyana, Honduras, Madagascar, Mali, Mozambico, Nicaragua, Niger, Rwanda, Senegal, Tanzania, Uganda, Zambia, Cambogia e Tajikistan: questo lungo elenco di 19 paesi – a cui entro qualche settimana dovrebbe aggiungersi la Mauritania – non è solo una noiosa lista geografica. Per tutti, inclusa la Bolivia di cui sta per diventare presidente Evo Morales, il Fondo monetario internazionale ha deciso la cancellazione del debito. In base a un accordo raggiunto a Londra nel luglio scorso al vertice dei G8, dovrebbe essere automaticamente cancellato anche il debito degli stessi paesi verso la Banca Mondiale e l’African development bank. La notizia è stata resa nota a Washington, sede dello Fmi, nella tarda serata di ieri (stanotte in Italia). “E’ un momento storico – ha detto Rodrigo Rato, managing director del Fondo – che permetterà a questi paesi di aumentare le spese in settori decisivi per la riduzione della povertà”. Per Mauritania, Etiopia, Madagascar, Nicaragua, Rwanda e Senegal, gli attivisti per la cancellazione stavano da tempo sottolinenando il ritardo dell’annuncio; Neil Watkins coordinatore della rete “Jubilee Usa Network” ha espresso in particolare la sua soddisfazione per il non accoglimento di una recente proposta che avrebbe ritardato la cancellazione di 650 milioni di dollari per i sei paesi. Non ci sono per ora notizie ufficiali sulle cause del rinvio per la Mauritania. I paesi che beneficiano della cancellazione sono molto poveri e i loro debiti erano praticamente inesigibili. Misna