Toscana
COOPERAZIONE, TSUNAMI UN ANNO DOPO: DALLA TOSCANA 2 MLN DI EURO PER LA RICOSTRUZIONE
Costruire un villaggio di pescatori e un centro polivalente chiamato Buena Vista nel distretto di Galle, portare acqua potabile alle famiglie di un villaggio nel distretto di Hambantota, mettere in campo azioni per aumentare i redditi di famiglie nel distretto di Kalutara. C’è questo, e molto altro, fra le azioni che si stanno realizzando con i soldi dei toscani in un sud dello Sri Lanka colpito dal maremoto di un anno fa: da sempre Hambantota è uno degli angoli più poveri del Paese; Galle è la provincia più importante dal punto di vista storico. Aiuti importanti anche per curare donne e bambini nel territorio di Vakarai (nel nord est dello Sri Lanka), una delle aree colpite che meno ha beneficiato del sostegno internazionale.
Ma la Toscana solidale è arrivata anche in un altro fra i Paesi più colpiti dallo tsunami del 26 dicembre 2004: il sud est dell’India. Qui, ad esempio, si opera per creare un consultorio medico e un doposcuola nel distretto di Nagapattinam nonché per attivare un vivaio nel distretto di Kannayakumari – in cui coltivare piante di interesse medicinale. E in Indonesia, nella area di Banda Aceh, si è puntato sulle adozioni a distanza.
Nel primo anniversario – nota Massimo Toschi, assessore alla cooperazione internazionale della Regione – è doveroso iniziare un resoconto su quanto si sta facendo per attuare una legge di solidarietà varata all’inizio dello scorso gennaio. Ai 320 mila euro del contributo iniziale si aggiunsero 80 mila euro frutto di una sottoscrizione aperta fra i toscani.
La Regione prosegue Toschi – ha poi coordinato un preziosissimo lavoro fra un ampio numero di soggetti pubblici e privati che a loro volta hanno aggiunto risorse ed esperienze: Comuni, Province, Comunità Montane, istituti di ricerca, ong, università, associazioni. Ne è uscito un pacchetto di interventi, concentrati in aree ben definite dei Paesi più colpiti, su cui si sta continuando a lavorare e per il quale è stato istituito un comitato di indirizzo. Il totale delle risorse toscane indirizzate verso il sud est asiatico è nell’ordine di 2 milioni di euro, una cifra rilevante su cui è giusto che i cittadini sappiano come il tasso di vigilanza è elevato e come, anche grazie al coinvolgimento di partner locali, i progetti non sono rimasti tali ma si stanno trasformando in opere concrete.
In attuazione della legge approvata in Consiglio regionale il 12 gennaio 2005, a febbraio la Giunta varò uno specifico programma per individuare gli interventi. Vennero stabilite quattro priorità: l’infanzia, la casa, le attività produttive, la protezione civile. Tre le aree individuate: lo Stato indiano del Tamil Nadu, la parte meridionale dello Sri Lanka, la zona indonesiana di Banda Aceh.
Lo stretto coinvolgimento con gli enti locali e con settori specifici dell’associazionismo precisa Toschi ha consentito di razionalizzare gli interventi e di concentrarli in quattro progetti all’interno dei quali sono ricomprese le singole azioni. Ogni progetto e ogni azione hanno un capofila istituzionale o sociale e coinvolgono una vasta rete di associazioni toscane e di partner locali. L’imperativo è utilizzare le risorse con la massima efficacia anche perché si amministrano denari derivanti da una enorme solidarietà rispetto a un dramma che sarà difficile dimenticare. (cs-mb)