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INDONESIA, COMPLETATA SMOBILITAZIONE MILITARE DA ACEH DOPO 30 ANNI DI CONFLITTO

È stato completato con una cerimonia ufficiale la smobilitazione delle truppe governative a Aceh, nei termini previsti dall’accordo di pace siglato la scorsa estate e che ha messo fine a un trentennale conflitto separatista. Gli ultimi 3.353 soldati sono in procinto di imbarcarsi dal porto di Lhoksemawe mentre altri 2000 poliziotti lasceranno la provincia il prossimo sabato. Complessivamente oltre 25.000 tra uomini dell’esercito e agenti delle forze dell’ordine – circa la metà delle forze dispiegate ad Aceh per combattere la guerriglia – sono state ritirate in quattro fase successive seguite ad altrettante fasi di disarmi volontario degli ex ribelli del movimento per Aceh libera (Gam). Secondo gli accordi, nella provincia, abitata da circa 4 milioni di persone, resteranno 14.700 soldati e 9.100 poliziotti tutti di provenienza locale, per assolvere ai compiti di pubblica sicurezza. Nei giorni scorsi, è stata avanzata l’ipotesi di inviare nuovamente 15 battaglioni dell’esercito per contribuire alla ricostruzione post tsunami, ma la proposta ha sollevato le proteste degli ex ribelli. È opinione condivisa che la tragedia dello tsunami, che ad Aceh ha provocato oltre 160.000 vittime, abbia avuto come risvolto positivo quello di indurre le parti a tornare al tavolo dei negoziati. I ribelli hanno rinunciato all’obiettivo secessionista per la provincia ricca di petrolio e gas naturale, in cambio di una maggiore autonomia e della possibilità di trasformarsi in partito politico e partecipare alle elezioni. Quest’ultima richiesta è stata accettata dal governo ma non da tutto l’emiciclo parlamentare; la costituzione indonesiana, infatti, non ammette l’esistenza di partiti regionali. Il conflitto separatista ad Aceh, che si stima abbia fatto complessivamente 15.000 vittime, ha visto soprattutto negli anni di Suharto una massiccia e violenta repressione militare, ai danni in particolare della popolazione civile. Misna