Toscana

AEROPORTO FIRENZE CHIUSO PER LAVORI DA 3 FEBBRAIO AD APRILE

Firenze senza il suo aeroporto per quasi tre mesi: dal prossimo 2 febbraio a metà aprile. Per sessantasette giorni lo scalo Amerigo Vespucci, conosciuto anche come Peretola, resterà chiuso per consentire un intervento sulla pista per dotarla di nuove fondamenta che la liberino dal pericolo di cedimenti dovuti al terreno di natura paludosa sul quale posa. Saranno 67 giorni di lavori, 24 ore su 24, sette giorni su sette. Condizioni meteo permettendo, a metà aprile l’ aeroporto di Peretola dovrebbe riaprire con una pista rinnovata e, massimo a metà maggio, risulteranno potenziati anche i servizi interni. I banchi di accettazione dagli attuali 15 diventeranno 23, i gates passeranno da 6 a 10, i nastri per la consegna dei bagagli da due a tre. La capienza di accoglienza passeggeri aumenterà da 1.500.000 a 2.200.00 l’anno.

La chiusura per lavori è stata oggetto di polemiche a Firenze, anche perché in febbraio sono in calendario alcune importanti fiere, come Pitti Immagine Filati in programma proprio dall’1 al 3 febbraio, e con lo scalo chiuso non mancheranno certo problemi per gli operatori stranieri che intendono raggiungere il capoluogo fiorentino. Ma è emerso anche il timore che, dopo lo stop, le compagnie aeree non tornino a fare scalo su Firenze, un timore esternato a più riprese dalle categorie economiche della città, in primis dall’Associazione Industriali.

Il presidente di Adf, la società che gestisce lo scalo fiorentino, Michele Legnaioli, oggi in una conferenza stampa ha cercato di tranquillizzare e di gettare acqua sul fuoco. Dopo aver ribadito che all’origine della chiusura c’é solo un’ “emergenza legata alle lesioni della pista provocate da cedimenti delle fondazioni con infiltrazioni argillose che mettono in pericolo la sicurezza di passeggeri, compagnie, dipendenti”, il presidente ha sottolineato che “la Borsa non ha sfiduciato la società”.

“Ad oggi – ha detto – il valore delle nostre quote, dopo un primo ribasso, è tornato ai livelli precedenti l’annuncio della chiusura”. I lavori appaltati hanno un valore di 11 milioni di euro. Inoltre Adf sta aspettando la formalizzazione dell’affitto del meeting point alla destra dell’autostrada dove saranno ospitati uffici non direttamente operativi della società, collegati all’aeroporto da un ponte che sarà finanziato da Adf. “Una struttura così potenziata – dice Legnaioli – potrebbe attirare vettori che finora non hanno usato l’aeroporto. Se aumenterà il traffico, i negozi, le attività speriamo di aumentare anche i posti di lavoro”.

Il presidente di Adf ha voluto anche tranquillizzare i dipendenti precisando che “in questi mesi saranno garantiti i livelli occupazionali del personale a tempo indeterminato, senza far uso di ammortizzatori sociali. Quelli a tempo determinato sono per lo più stagionali e venti di essi sono stati prolungati fino alla chiusura dell’aeroporto”. Situazione meno rosea per 51 dipendenti precari – cone hanno sottolineano oggi in una nota tre consiglieri provinciali di Rifondazione comunista – che resteranno a casa a partire dal prossimo 2 febbraio. (ANSA).