Toscana

TERRA SANTA: VESCOVI EUROPEI E NORDAMERICANI, «SICUREZZA PER ISRAELE E LIBERTÀ PER I PALESTINESI»

Un invito a tutti i fedeli a pregare per la Terra Santa, a promuovere pellegrinaggi, a sostenere le chiese locali, a organizzare iniziative a favore della pace ma anche un pressante appello alle autorità palestinesi e israeliane perché lavorino per una “giusta pace” sono stati lanciati dal Coordinamento delle Conferenze episcopali europee e nordamericane a favore della Chiesa della Terra Santa che oggi a Gerusalemme ha diffuso il comunicato finale dell’incontro, il sesto della serie, iniziato lo scorso 14 gennaio.

“Come pastori – si legge nel documento che riassume anche le varie fasi della visita pastorale condotta dal Coordinamento – invitiamo i fedeli delle nostre nazioni a ricordare la Chiesa di Terra Santa nelle preghiere, a sostenere le sue istituzioni, a recarsi in pellegrinaggio nei luoghi santi, a promuovere la pace e la giustizia per tutte le popolazioni della regione”.

“La nostra preoccupazione per la Chiesa locale ci porta – affermano i vescovi – a condividere le paure e le sofferenza come le gioie e le speranze della gente. Riconosciamo il diritto legittimo di Israele ad adottare appropriate misure di sicurezza purché queste tengano conto del rispetto della dignità, dei diritti umani, della terra e dell’acqua dei palestinesi” dei quali “possiamo testimoniare le difficoltà e la povertà” “diretta conseguenza dei check point e del muro (wall) che danneggia lo sviluppo economico e la libertà di movimento”. “La sicurezza di Israele – viene ribadito – è legata alla giustizia per i palestinesi”. Ricordando le parole di Giovanni Paolo II prima e di Benedetto XVI poi, il Coordinamento invita a “costruire ponti e non muri. Dobbiamo lavorare per una giusta pace che riconosca la sicurezza per Israele e la libertà per i palestinesi”. Da qui l’appello anche “alle nostre rispettive comunità e Governi” affinché “si adoperino per una giusta soluzione del conflitto”. “La difficile situazione in Terra Santa – è la conclusione del documento – non ci spinge all’ottimismo ma la nostra fede e i nostri incontri con i giovani ci fa sperare in un nuovo inizio”.Sir

Il testo integrale del messaggio