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MEDIO ORIENTE, TENSIONE NEI TERRITORI, CAPO HAMAS IN ESILIO: RIUSCIREMO A FARE POLITICA

È sempre alta la tensione nei Territori palestinesi dopo la vittoria del movimento integralista Hamas alle elezioni politiche di mercoledì: dopo gli scontri di ieri tra miliziani di Hamas e del Fatah, il partito del presidente Abu Mazen uscito sconfitto dalle urne – conclusi con almeno 9 feriti – questa mattina centinaia di uomini armati delle Brigate al-Aqsa sono scesi in strada a Betlemme per protestare contro eventuali alleanze di governo con il movimento islamico. Sparando in aria, i miliziani hanno occupato la sede di Fatah, di cui sono considerati il ‘braccio armato’, facendo evacuare i funzionari presenti. Secondo fonti palestinesi, a Gaza City decine di poliziotti hanno manifestato per alcune ore di fronte al Parlamento, abbandonando la zona solo dopo che il loro comandante, il generale Ala Husni, ha dichiarato che Hamas non controllerà il ministero degli Interni né le forze di sicurezza.

A Ramallah 2.000 militanti di Fatah si sono radunati di fronte al palazzo presidenziale della Muqata per chiedere le dimissioni dei vertici del partito. Il consigliere per la sicurezza nazionale, Jibril Rajub è intervenuto personalmente per cercare di riportare l’ordine, consentendo poi ai dimostranti di entrare nel complesso per riunirsi pacificamente attorno alla tomba di Yasser Arafat.

Intanto da Damasco, in una conferenza stampa, il capo di Hamas in esilio Khaled Meshaal si è detto certo che il movimento “riuscirà a fare politica e a fare le riforme come è riuscito nella resistenza (…) Vogliamo collaborare con Fatah – ha aggiunto -. Noi tendiamo loro la mano. Abbiamo bisogno gli uni degli altri, dobbiamo lavorare insieme nell’interesse del popolo palestinese”. Meshaal ha anche dichiarato che Hamas intende “dialogare con gli Stati Uniti e con l’Europa, ma loro devono rispettare la volontà del popolo palestinese senza mettere condizioni”.Misna