Toscana

IRAQ, AUTOBOMBA AL MERCATO DI KERBALA, VIOLENZE NON SI FERMANO

È di almeno 8 morti e 31 feriti il bilancio provvisorio dell’autobomba esplosa stamani al mercato di Kerbala, a sud-est di Baghdad, in una giornata che si è aperta di nuovo nel segno degli scontri settari tra le componenti sciita e sunnita. Nelle stesse ore, una bomba è deflagrata anche nei pressi della capitale, al termine del funerale della giornalista irachena Atwar Bahjat di al-Arabiya uccisa giovedì scorso a Samarra: l’ordigno avrebbe provocato “molte vittime” secondo alcune fonti, soprattutto tra gli agenti di sicurezza, di cui 2 morti già accertati; tra i feriti vi sarebbero alcuni poliziotti intervenuti dopo che uomini armati avevano aperto il fuoco contro le persone che partecipavano alla cerimonia funebre.

Intanto nei pressi di Kirkuk, è stato danneggiato il monumento funebre di un imam sciita a Taza Khormatu, una ventina di chilometri dalla città; secondo la polizia locale, l’attentato ha provocato la reazione di alcune centinaia di turcomanni sciiti. Stamani uomini armati hanno ucciso dodici persone appartenenti alla stessa famiglia, tutti sciiti, nella città di Baquba, a nord di Baghdad. Da Baghdad, arriva anche la notizia dell’attacco contro la casa di Harith al-Dari, capo della principale organizzazione religiosa sunnita; le guardie avrebbero risposto al fuoco, ma non è chiaro se vi siano vittime.

Ieri sera, in una località a circa 25 chilometri da Baghdad, colpi di mortaio sono stati esplosi contro il mausoleo di Salman al-Farsi, persiano convertito al cristianesimo e poi seguace di Maometto, ma non è chiaro se la tomba abbia subito danni. Nella notte, violando il coprifuoco, uomini armati hanno sparato contro due moschee nel quartiere di Saidiya, a sud di Baghdad, e a Aadamiya, a nord, dove è stata presa di mira la moschea di Abu Hanifa, considerata la più importante per la minoranza sunnita che vive nella capitale.

Sembra per ora caduto nel vuoto l’appello lanciato ieri da Abdul-Aziz al-Hakim, capo del Consiglio supremo della rivoluzione islamica, il massimo dirigente sciita, che aveva invitato all’unità di sciiti e sunniti “e a non farsi trascinare nel complotto dei nemici dell’Iraq”.

Si calcola che da mercoledì scorso – quando è stata incendiata una moschea sciita molto conosciuta a Samarra – siano oltre 140 (200 secondo altre fonti) le vittime delle violenze che stanno trascinando l’Iraq in un clima da guerra civile.Misna