Toscana
COOPERAZIONE, DA TOSCANA ACQUA PER 5000 PERSONE IN BRASILE; CONSEGNATE LE PRIME 700 CISTERNE
Due grandi feste di altrettante comunità agricole di San Lourenco, nello Stato del Piauì, e di Remanso, in quello di Bahia, hanno salutato la realizzazione della prima parte di un progetto di cooperazione internazionale della Toscana. In queste zone, dove per cinque mesi all’anno non piove sono state costruite le prime 700 cisterne per l’acqua grazie all’aiuto arrivato dalla Regione. Si tratta di due diversi, ma complementari, progetti che complessivamente prevedono la costruzione di 1027 cisterne per un costo totale di circa 800 mila euro: il primo è stato portato avanti direttamente dalla Regione, il secondo dalle associazioni di consumo di Coop Italia. Ogni cisterna, costruita a fianco di un’abitazione rurale, permette alle famiglie (in totale circa 5000 persone) di accumulare fino a 16 mila litri di acqua piovana durante la stagione delle piogge e consente loro di superare così, senza grossi problemi, i cinque mesi di siccità.
A consegnare ufficialmente le cisterne sono stati l’assessore regionale alle attività produttive Ambrogio Brenna e il sindaco di Pontassieve, coordinatore per la Toscana dei progetti di cooperazione con il Brasile Marco Mairaghi. Due grandi feste perché per queste popolazioni, grazie all’acqua, la vita è effettivamente cambiata come loro stessi hanno testimoniato con una calorosa accoglienza alla delegazione toscana arrivata, nel nord est del Brasile, al termine della lunga missione in America latina guidata dal presidente Claudio Martini.
“L’acqua è un diritto per ogni popolazione – hanno detto Brenna e Mairaghi – ed è importante che, grazie all’aiuto della popolazione toscana, e non solo, si sia arrivati a garantire un diritto fondamentale in questa parte del Brasile”, senza dubbio una delle più povere della terra. Molte di queste famiglie hanno un reddito mensile corrispondente a poco più di 20 euro. Nonostante ciò hanno voluto condividere la loro gioia mettendo a disposizione degli ospiti quanto di meglio avevano, consapevoli che le cisterne possono rompere la loro dipendenza dalle autobotti che durante i mesi estivi portavano loro l’acqua ma costringevano le donne della comunità ad intere giornate di cammino.
Il progetto, inserito nell’ambito del piano lanciato dal presidente Lula per la costruzione di un milione di cisterne in varie zone del Brasile, è stato realizzato grazie alla collaborazione della Fao, dopo che il presidente Martini aveva lanciato l’idea nel 2003, durante il meeting di San Rossore, consegnando i primi 50 mila euro della Regione, ed ha visto il contributo di 10 Province e 118 Comuni toscani.
Alle 1.027 cisterne si arriverà grazie al contributo della Fondazione Mps, dell’Ancc/Coop Italia, del sindacato pensionati della Cia. Per l’attuazione del programma in Brasile sono stati coinvolti il Cospe e l’Ucodep, Unità e cooperazione per lo sviluppo dei popoli, che sul posto hanno lavorato con l’Asa, l’Articolazione per il Semi-Arido brasiliano, e l’Abc (l’Agenzia per la cooperazione brasiliana), mentre i coordinatori dei due progetti sono stati la diocesi di Juazeiro e la Coptapi e associados (la cooperativa dei tecnici agricoli del Brasile).
Tra le particolarità del progetto, i corsi di formazione all’uso dell’acqua e ai sistemi sanitari per le famiglie e l’utilizzo di personale e di materiale reperiti direttamente nei luoghi per la realizzazione dei depositi. Brenna e Mairaghi hanno quindi invitato le comunità a cercare di raggiungere altri traguardi: “l’acqua deve essere – hanno detto – solo il primo dei diritti da voi conquistati”. (ANSA).