Toscana
ISLAM NELLE SCUOLE, CARD. MARTINO A RADIO VATICANA
Il cardinale Raffaele Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, è tornato sulle dichiarazioni di giovedì relative all’insegnamento del Corano nelle scuole italiane. Lo ha fatto in un’intervista rilasciata a Luca Collodi di Radio Vaticana. Eccone il testo integrale:
CARDINALE MARTINO: Sono convinto che l’applicazione di un principio è cosa complessa che necessita di molti passaggi e di sagge considerazioni. A questo riguardo sarebbe bene che si legga quanto afferma il Compendio della dottrina sociale della Chiesa ai nn. 421 e 422. La disponibilità da me dimostrata all’inserimento dell’insegnamento della religione islamica nell’ordinamento scolastico italiano va fatta con quella prudente valutazione che comporta da parte della comunità islamica il rispetto e la valorizzazione del Cristianesimo e dei valori che, da esso ispirati, hanno dato forma alla cultura e alla identità del mondo occidentale.
DOMANDA: Non viene dunque meno il ruolo della reciprocità anche nel rapporto con l’Islam
CARDINALE MARTINO: Non ho inteso minimizzare il dovere della reciprocità: se la libertà religiosa è un diritto umano fondamentale – espressione forte della verità e della dottrina cristiana – deve valere anche in quei Paesi dove di fatto i cristiani, quando non sono perseguitati, vengono emarginati. Basta leggere a questo riguardo un qualsiasi Rapporto sulla libertà religiosa per rendersi conto di quanto delicate siano le situazioni che vivono i cristiani in contesti caratterizzati da altre maggioranze religiose. Ritengo anzi che si debba iniziare a reclamare con maggior vigore la reciprocità.
DOMANDA: Una reciprocità che trova nel fondamentalismo l’ostacolo principale
CARDINALE MARTINO: Quando ho parlato di fondamentalismo laicista e di fondamentalismo religioso intendevo riferirmi a due posizioni che negano una corretta presenza della religione nello spazio pubblico, perché il primo la nega e il secondo questo spazio lo occupa. (Fonte: Misna)