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MEDIO ORIENTE, QUATTRO CASCHI BLU UCCISI DA BOMBA ISRAELIANA; ANNAN: AZIONE APPARENTEMENTE DELIBERATA

“Israele siceramente si rammarica per la tragica morte di personale dell’Onu nel sud del Libano”: queste lapidarie parole di Mark Regev, portavoce del ministero degli Esteri israeliano, hanno indirettamente confermato nella notte – smentendo anche fonti diplomatiche della stessa Tel Aviv – che quattro “peacekeepers” dell’Onu sono stati effettivamente uccisi da fuoco israeliano.

Anche per fonti di stampa israeliane, come il sito web del “Jerusalem Post“ , una bomba israeliana ha centrato l’edificio e il rifugio di una pattuglia di caschi blu in servizio a Khiyam, vicino al punto più orientale del confine tra Libano e Israele. “Apparentemente sono stati presi di mira in maniera deliberata” dice il Segretario Generale dell’Onu, che si trova a Roma per partecipare oggi alla Conferenza internazionale sulla crisi mediorientale. Milos Struger, portavoce dei peacekeepers dell’Onu in Libano – una missione nota come Unifil – ha riferito che tra pomeriggio e sera di ieri si erano già verificati 14 “incidenti di fuoco” israeliano vicino alla stessa postazione Onu e ha aggiunto che “il fuoco è continuato anche durante le operazioni di soccorso”.

Le prime notizie, che segnalavano solo due vittime, hanno raggiunto il Segretario Generale dell’Onu Kofi Annan poco prima di mezzanotte nel suo albergo a Roma, dopo una cena con altri partecipanti all’incontro che nelle intenzioni di Annan e di molti altri partecipanti dovrebbe condurre a un immediato cessate-il-fuoco e alla creazione di una forza d’interposizione. Prima di reagire Annan ha preso tempo per raccogliere tutti i dettagli possibili e, dicendosi “scioccato e profondamente addolorato” ha anche precisato: “Questo attacco coordinato aereo e di artiglieria su una postazione Onu chiaramente marcata ed esistente da molto tempo è stato compiuto nonostante le assicurazioni che personalmente il primo ministro israeliano Ehud Olmert mi aveva dato” per l’incolumità delle postazioni dell’Onu. Secopndo le prime informazioni le vittime sono di diverse nazionalità: Austria, Canada, Repubblica popolare cinese e Finlandia. Altri cinque soldati dell’Unifil e un osservatore militare sono stati feriti. A tiro nei giorni scorsi erano stati uccisi anche un dipendente civile dell’Unifil e sua moglie.Misna