Toscana
COOPERAZIONE: TOSCANA IN CAMERUN CONTRO CANCRO ALL’UTERO
Migliorare le condizioni di salute delle donne del Camerun, riducendo la mortalità e l’incidenza delle neoplasie di tipo ginecologico e creando anche un centro sanitario apposito, ma anche lavorare insieme per un progetto di riconciliazione in un Paese con diverse etnie e con religioni e tradizioni differenti spesso in conflitto fra loro. Sono gli obiettivi del progetto della ong Amu (Azione per un mondo unito) e al quale collaborano Regione Toscana, Azienda ospedaliera di Careggi, Asl 4 di Prato, Università di Firenze e varie associazioni. “Il progetto – spiegano gli assessori regionali al diritto alla salute Enrico Rossi e quello alla cooperazione internazionale Massimo Toschi – rientra nella strategia di cooperazione internazionale della Regione Toscana, che partecipa attraverso il know how di strutture sanitarie come quella di Careggi e della Asl di Prato e con l’esperienza di alcuni dei più noti esperti di queste patologie, oltre a un contributo finanziario di circa 32 mila euro”.
Tra gli obiettivi, c’é la creazione all’interno dell’ospedale di Fontem di un Centro oncologico di riferimento regionale e il via a un programma di prevenzione e trattamento per il tumore del collo dell’utero. In Camerun, informa una nota, paese con circa 14 milioni di abitanti, il 40% della popolazione vive sotto la soglia della povertà, l’Aids è molto diffuso e l’aspettativa di vita è di 54 anni. Per le donne uno dei maggiori killer è proprio il tumore ginecologico, e in particolare quello del collo dell’utero. Questa tipologia di tumore ha invece ormai una scarsa incidenza in Europa e in Italia, tanto da non comparire nemmeno più fra le patologie neoplastiche più frequenti, grazie ai diffusi screening che permettono una efficace opera di prevenzione con esami semplici, poco costosi e non invasivi come il pap test.
“Questo progetto è importante – proseguono Rossi e Toschi – perché, oltre alla creazione della struttura oncologica, all’allestimento di attrezzati laboratori per le analisi e per la diagnosi approfondita, prevede azioni di formazione del personale sanitario locale e di sensibilizzazione e informazione della popolazione, cui partecipano, tra l’altro associazioni di volontariato come il Centro internazionale studenti Giorgio La Pira e l’associazione culturale ‘Medicina dialogo comunione’, oltre alla stessa Amu”.(ANSA).