Toscana

INCHIESTA APPALTI CAMPI BISENZIO, 26 MISURE DI ARRESTO; SEQUESTRATE AREE

Sono 26 le ordinanze di custodia agli arresti, sulle 33 misure cautelari disposte dal gip, per l’inchiesta, coordinata dalla procura fiorentina e condotta dai carabinieri del Ros, su presunti appalti pubblici pilotati dalle imprese al Comune di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. Dieci sono ordinanze di custodia cautelare in carcere, 16 agli arresti domiciliari. Sette invece le misure cautelari dell’obbligo di firma. Tra i destinatari dei provvedimenti del gip ci sono tre dipendenti comunali di Campi, arrestati, e 30 tra imprenditori e liberi professionisti. Le accuse a vario titolo sono di associazione a delinquere, turbativa d’asta, corruzione, abuso d’ ufficio e falso. Oltre ai destinatari delle misure cautelari altre 13 persone risultano indagate. Sotto indagine sono finite 44 gare per lavori pubblici vari, relativi a manutenzione di strade, a interventi di ristrutturazione, ad appalti idrici.

I 44 appalti finiti sotto inchiesta, è stato precisato, non sono relativi al solo Comune di Campi Bisenzio, ma riguardano anche altre gare pubbliche svoltesi nel territorio fiorentino.

Due aree edificabili, inserite nel piano regolatore del comune di Campi Bisenzio, sono state sequestrate su disposizione del gip. Entrambe le aree sono state sottoposte a sequestro preventivo. Una delle aree è quella dove dovrebbe sorgere il nuovo stabilimento dell’azienda di illuminazione Targetti e altre ditte. L’altro è relativo ad un insediamento abitativo in frazione dei Rosi, al confine di Campi con Calenzano e Prato, dove dovrebbero essere edificati una novantina di appartamenti.

 Il gruppo industriale Targetti commenta con “sconcerto, disappunto ed imbarazzo” il provvedimento di sequestro dell’ area di proprietà situata a Campi Bisenzio (Firenze), dove è in costruzione il nuovo stabilimento, e che è stato comunicato questa mattina all’ imprenditore Paolo Targetti, presidente del gruppo fiorentino. Lo riferisce una nota dell’ azienda. Targetti ha aggiunto di “restare fiducioso nei confronti della magistratura e di sperare in una pronta soluzione di questa nuova battuta d’ arresto”. “Da sette anni – ha dichiarato Paolo Targetti – aspettiamo di costruire il nuovo complesso industriale del nostro gruppo. Sette anni di dibattiti, discussioni, aggiustamenti delle volumetrie del complesso già ridotte di molto rispetto al piano di sviluppo messo a punto inizialmente”. In base al progetto il nuovo stabilimento – 400 gli addetti sui mille del gruppo – dovrebbe sorgere su una superficie di 70.000 mq, di cui 29.000 coperti per un investimento complessivo di 30 milioni di euro in tre anni. In base alle previsioni fatte finora l’opera dovrebbe essere terminata nel 2008. “La nostra azienda cresce ma questa crescita sembra essere diventata un problema più che un’ opportunità di sviluppo per il territorio e per le politiche occupazionali”, ha proseguito l’imprenditore”. Paolo Targetti ha infine concluso dicendo che “vista la grave ostilità del territorio dell’ hinterland fiorentino, ci vediamo costretti a pentirci di non aver percorso la strada facile, scelta da molte altre realtà imprenditoriali, che hanno delocalizzato all’ estero la maggior parte degli stabilimenti produttivi. Il nuovo stop imposto dalla magistratura penalizza gravemente questa scelta e renderà necessaria una revisione dei piani di sviluppo legati al territorio”.(ANSA).