Toscana
SOMALIA, MOGADISCIO: 80 CADAVERI RACCOLTI PER LE STRADE DELLA CITTÀ
Sono circa 80 i cadaveri recuperati nelle ultime 48 ore per le strade di Mogadiscio dal comitato incaricato di ripulire’ le vie della città dalle vittime degli intensi combattimenti avvenuti nei giorni scorsi soprattutto nella zona nord della capitale somala e che hanno fatto centinaia di vittime, oltre 600 feriti e migliaia di sfollati. Lo hanno detto alla MISNA fonti sanitarie locali, precisando che quasi una trentina di cadaveri sono stati recuperati solo oggi nella zona di Al-Kamin, area nord di Mogadiscio, dal comitato misto (composto da rappresentanti del clan Hawiye e da ufficiali etiopi) accompagnato da uomini della Mezzaluna Rossa e da alcuni volontari. Secondo le testimonianze dei presenti – documentate anche da alcune raccapriccianti foto pubblicate sul sito internet di una delle principali emittenti radiofoniche del paese, Radio Shabelle apparentemente la maggior parte delle vittime sembrerebbero essere civili. Tra loro anche alcuni bambini. Come accaduto per i morti recuperati ieri anche i corpi ritrovati oggi sono stati sepolti in fosse comuni alla periferia di Mogadiscio. In città, intanto, il venerdì, giornata tradizionale di preghiera per i musulmani, è trascorso finora in modo abbastanza tranquillo, anche se alcune delle notizie in circolazione sottolineano come si tratti di una calma relativa. Durante la notte almeno due persone sono morte in due differenti agguati. Nel primo episodio un soldato di scorta al vice-ministro dei porti è morto dopo che uomini armati non identificati hanno aperto il fuoco contro il veicolo su cui viaggiava il politico ad un check point improvvisato tra le regione dell’Hiran e Medio Shabelle. Nell’attacco altri tre soldati sarebbero rimasti feriti. Un’altra imboscata è stata tesa, sempre nella notte, contro alcuni soldati governativi nella città di Afgoye (30 chilometri a sud di Mogadiscio). Almeno un civile è morto e altri due sono rimasti feriti nella sparatoria seguita all’agguato che uomini armati non identificati (ma vestiti con uniformi militari) hanno teso alle forze governative. Nella notte tra mercoledì e venerdì, invece, un ufficiale militare ritenuto particolarmente vicino al governo di transizione è stato freddato da ignoti nel centro di Mogadiscio. Si trattava del colonnello Yasin Dhuhiwyne. Intanto da stamani circolano informazioni, ancora da confermare, di nuovi rinforzi etiopi entrati in Somalia e segnalati oggi nei pressi di Baidoa, la città circa 250 chilometri a nord est di Mogadiscio, in cui è ospitato il parlamento somalo.