Toscana

CONFERENZA DI BALI SUI MUTAMENTI CLIMATICI: UN PIANO D’AZIONE DI DUE ANNI

Non si fanno precisi riferimenti ai tagli del 25-40% delle emissioni inquinanti proposti dai paesi in via di sviluppo, dall’Unione Europea e dal Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici – Ipcc, il massimo organismo scientifico incaricato dall’Onu di studiare gli effetti e le cause del surriscaldamento del pianeta – ma il “Bali Action Plan”, il documento guida approvato questa mattina nell’isola indonesiana, segna comunque il percorso da seguire fino alla Conferenza sul clima del 2009 a Copenhagen in Danimarca, dove si dovrà approvare il definitivo accordo che dovrebbe sostituire il Protocollo di Kyoto. In realtà, tra le pieghe del documento, si fa comunque riferimento alle evidenze scientifiche riscontrate dall’Ipcc e nei prossimi mesi saranno i tetti alle emissioni l’argomento delle trattative che, nonostante il passo indietro fatto dagli Stati Uniti, vedono proprio gli americani – massimi produttori di inquinamento del pianeta – in posizioni ancora lontane da quasi tutto il resto del mondo. Cinque le direttrici identificate dal “Bali Action Plan”: l’individuazione di sistemi concreti per ridurre le emissioni inquinanti sulla base del principio di responsabilità comuni ma differenziate in base alle rispettive possibilità e alle condizioni socio-economiche di ciascun paese; l’applicazione di criteri misurabili e verificabili sulle azioni condotte da ciascun paese per ridurre l’inquinamento e per introdurre nuove politiche e incentivi che favoriscano le tecnologie ‘verdi’; un contributo crescente all’adattamento, ovvero alla cooperazione sopratutto con i paesi in via di sviluppo per affrontare gli effetti del surriscaldamento del pianeta di cui questi ultimi sono le prime vittime pur non producendo che una minima parte dei gas-serra; lo sviluppo di tecnologie ‘verdi’ e il trasferimento di queste anche ai paesi in via di sviluppo così da evitare che la lotta all’inquinamento si traduca in un ostacolo per il loro progresso economico e sociale; la costituzione di risorse finanziarie adeguate e la propensione alla cooperazione tecnologica. Il documento invita a cominciare i lavori nel più breve tempo possibile, stabilisce la creazione di un Gruppo di lavoro (“Ad hoc working group on long-term cooperative action”) che dovrà tenere la sua prima sessione non più tardi del prossimo aprile, invitando i delegati di governi e organismi a presentare al Segretariato della Unfccc (Convenzione quadro sul cambiamento climatico dell’Onu) entro il 22 febbraio ogni proposta relativa alle modalità di lavoro.Misna