Toscana

Nuovi interventi del Governo per il Testo Unico

Il Ministro Amato ha presentato il 3 ottobre scorso alla Commissione Affari Costituzionali del Senato un documento che riassume gli interventi che il Governo intende porre in essere per rivedere il Testo Unico dell’Immigrazione. Si tratta di vari tasselli che, nelle intenzione del Governo, sono legati ad un obiettivo di fondo: governare in modo razionale l’immigrazione regolare, favorire l’integrazione e scoraggiare l’immigrazione irregolare. Vediamo i provvedimenti in corso di predisposizione.

Ricongiungimenti familiari – La nuova disciplina incide su alcune condizioni che limitavano o appesantivano ingiustificatamente l’esercizio del diritto. Non è più prevista, per esempio, per i figli minori la condizione di familiari «a carico», potendosi evidentemente considerare implicito tale requisito. Quanto al ricongiungimento con i genitori non è più necessario dimostrare che questi non hanno altri figli in patria, va dimostrato che non hanno un «adeguato sostegno familiare nel Paese di origine». Chi viene in Italia per assistere un minore, poi, potrà esercitare un’attività lavorativa. Anche i rifugiati, infine, potranno avvalersi del ricongiungimento sulla base di queste norme.

Carta di soggiorno – Il requisito minimo per ottenere lo status di soggiornante di lungo periodo viene fissato in cinque anni di permesso di soggiorno, contro i sei della vecchia disciplina. La Carta per soggiornanti di lungo periodo è a tempo indeterminato ed è rilasciata entro 90 giorni dalla richiesta. Vengono esclusi dal riconoscimento dello status gli stranieri pericolosi per la sicurezza pubblica.

Cittadinanza – In Italia oggi il requisito richiesto è di 10 anni, ben superiore a quello di altri Paesi europei. Anche per questo il Governo ha ritenuto di varare un disegno di legge che porta quel requisito a cinque anni, cinque anni di residenza legale e senza interruzioni, accompagnandolo, per gli adulti, a un accertamento dell’intervenuta integrazione. Sarà italiano, poi, anche il bambino che nasce da genitori stranieri in Italia da almeno cinque anni.

Flussi – Per governare in modo razionale l’immigrazione si intende innanzitutto rendere triennale la programmazione delle quote massime di stranieri da ammettere ogni anno sul territorio nazionale. Il decreto flussi, dunque, da annuale diventerà triennale. La flessibilità del sistema sarà comunque garantita dalla possibilità di revisione annuale dei flussi attraverso una procedura snella. Un ruolo più attivo dovrebbe essere attribuito alle Regioni, soprattutto a quelle che organizzano all’estero programmi di istruzione e formazione professionale; e dovrebbero essere valorizzate le analisi dei Consigli territoriali dell’immigrazione, dove sono rappresentate, oltre alle amministrazioni locali, anche le associazioni datoriali, dei lavoratori e dei cittadini stranieri, le Camere di commercio e il volontariato. (continua – 1)Simone Consani e Marco Nocianolf.toscana@cisl.it