Toscana
2020, ecco la Toscana che verrà
Nel 2020 in Toscana ci saranno 3 milioni 700 mila abitanti, il 4 per cento in più rispetto ad oggi, ed i cittadini stranieri saranno oltre 400 mila. Gli ultra 70enni rappresenteranno il 20 per cento della popolazione, che dunque è destinata a subire un costante e progressivo invecchiamento, e di conseguenza crescerà la spesa sanitaria pubblica. La forza lavoro aumenterà di circa 50 mila unità, con una sempre più ampia partecipazione delle donne e l’innalzamento dell’età lavorativa. Gli studenti saranno 10 mila in più, con le uniche flessioni registrate nella scuola materna e all’università. All’andamento di crescita contribuiranno anche gli immigrati.
Ma il sistema produttivo sarà caratterizzato da basso incremento, stimabile fra l’1 e l’1,7 per cento, se non addirittura da una sostanziale stazionarietà, e da un forte processo di terziarizzazione. I settori in espansione saranno ancora la meccanica, la chimica, la farmaceutica e l’agroalimentare, mentre i settori più tradizionali avranno crescite molto contenute o addirittura andranno in crisi. La domanda di lavoro, di conseguenza, sarà stazionaria o tenderà ad una lieve flessione, pari a un decremento di circa 60 mila unità, e solo la diffusione del part time e l’aumento della flessibilità eviteranno l’impennata della disoccupazione.
In altre parole, quella toscana sarà una società dinamica ma più disuguale, con lavori meno stabili, minori salari e più profitti, una più elevata segmentazione nel mercato del lavoro, una minore presenza di lavoro dipendente anche per i sempre più intensi processi di delocalizzazione delle imprese, un invecchiamento della popolazione ed un numero sempre maggiore di immigrati, con la conseguenza che, a quelli tradizionali come la mobilità, l’ambiente, la tutela del patrimonio, si aggiungeranno nuovi problemi legati all’integrazione sociale e alle politiche dell’accoglienza.
A descrivere come sarà la Toscana fra vent’anni sono stati i dirigenti dell’Irpet, martedì 21 febbraio, nel corso della seduta della Prima commissione Affari istituzionali in cui è stato illustrato il programma istituzionale dell’istituto economico regionale per l’anno 2006 che poi ha avuto il via libera, a maggioranza, con i voti favorevoli di Ds, Margherita, Prc e Forza Italia e quello contrario di An. I dirigenti dell’Irpet hanno precisato che quanto detto rientra nel progetto Toscana 2020 che tenta di anticipare il quadro economico e sociale dei prossimi vent’anni per offrire la linea di tendenza delle possibili evoluzioni del sistema toscano. Il programma istituzionale 2006, ad ogni modo, prevede anche la redazione dei consueti rapporti congiunturali, in tutto una quindicina, che si occuperanno di turismo, artigianato, finanza locale, economia, sviluppo, e via dicendo. (mc)