Toscana

Legambiente per una legge salvacoste

DI MARCO LAPINiente più costruzioni entro due chilometri dalla linea di costa. Lo chiede Legambiente alla Regione Toscana, invitandola a seguire l’esempio della Sardegna e, a livello europeo, dell’area di Barcellona in Catalogna. Sarebbe, come hanno affermato nel corso di una conferenza stampa il presidente di Legambiente Toscana Piero Baronti e l’esponente della segreteria nazionale Angelo Gentili, «un atto concreto e coraggioso per tutelare il paesaggio costiero toscano e bloccare l’abusivismo e tutti quei progetti urbanistici che stanno mettendo a rischio il territorio e l’economia della regione».

E il provvedimento «salvacosta», secondo l’associazione ambientalista, appare oggi ancor più necessario dopo la recente approvazione, all’interno della Legge finanziaria, della norma che prevede la concessione dei beni demaniali marittimi per la realizzazione di grandi progetti di sviluppo sulla base di un semplice accordo di programma e in deroga agli strumenti urbanistici vigenti.

L’obiettivo, secondo Gentili, è quello di arginare «le politiche di saccheggio del territorio portate avanti in questi anni in campo nazionale, regionale e locale», perché «non è con il cemento, abusivivo o meno, che si garantisce competitività e futuro alla nostra regione ma con politiche serie di tutela e valorizzazione delle nostre risorse migliori, a cominciare dall’ambiente e dal paesaggio, che sono uniche e preziose».

«La legge ammazzacoste inserita nella Finanziaria – gli ha fatto eco Baronti – rischia di trasformare i nostri litorali in una sorta di Las Vegas: in cambio di un effimero ritorno economico si rischia di alienare per sempre un patrimonio inestimabile di paesaggio, storia, cultura e biodiversità unico al mondo. Non costruire più nell’arco di 2 km. dalla costa favorirebbe lo spostamento delle strutture ricettive e dei servizi verso l’interno dei centri urbani, con strutture architettoniche in armonia con il paesaggio. Basta con stabilimenti balneari, con casermoni sulla spiaggia, basta con la pianificazione urbanistica contrattata e con il tentativo di ridisegnare il territorio secondo interessi privati contrattando, appunto, con le amministrazioni locali deroghe, soppressioni di vincoli, aumento di cubature e quant’altro. Alla Regione Toscana chiediamo che eserciti il suo potere per impedire che si svenda il patrimonio di tutti per il vantaggio di pochi; chiediamo una legge regionale che tuteli in modo rigoroso le nostre coste e il territorio immediatamente vicino come ha fatto la Regione Sardegna».I due esponenti di Legambiente hanno quindi affermato di essere disponibili al confronto con tutti i soggetti interessati e che la nuova normativa non andrebbe comunque ad incidere su tutti i provvedimenti edilizi e infrastrutturali già decisi lungo la fascia costiera. «Si tratta però – hanno concluso – di mettere un punto fermo perché la situazione, ad oggi, è decisamente già al limite».