Toscana
Festa della Toscana, grandi appuntamenti e qualche polemica
Si è celebrato nel magnifico scenario della Galleria dell’Accademia, ai piedi del David di Michelangelo, il Consiglio solenne che ha rappresentato il momento culminante della Festa della Toscana, che il Consiglio regionale ha istituito nel 2001 per ricordare l’atto con il quale il 30 novembre del 1786 il Granduca Pietro Leopoldo abolì, primo capo di Stato nel mondo, la pena di morte. Una festa celebrativa che quest’anno ha avuto per tema l’Europa. «Il primo obiettivo che abbiamo davanti ha detto il presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini nel discorso di apertura di mercoledì 30 novembre è quello di rilanciare il processo di unificazione politica dopo lo stop imposto nei referendum di Francia e Olanda. È necessario farlo perché l’Europa è da sempre terra di incontro di culture e civiltà diverse, è madre di diritti e di libertà, è luogo in cerca di equilibrio e unità».
Il 1 dicembre c’è stato spazio poi per un incontro eccellente su un grande personaggio che ha aiutato il processo di unione dell’Italia: Giuseppe Mazzini. Accogliendo giovedì 1 dicembre una delegazione del Consiglio regionale della Toscana e una cinquantina di studenti, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha richiamato il valore e l’attualità del messaggio del pensatore e uomo politico del Risorgimento.
C’è poi stato, martedì 29 novembre, un convegno su «Sussidiarietà sociale valore europeo». «Occorre continuare a lavorare ha detto il membro dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale Gianluca Parrini, che ha coordinato i lavori e ricercare un dialogo sempre più stretto con il Consiglio regionale». Da qui l’originalità della Toscana, che nel proprio Statuto prevede l’istituzione della Conferenza permanente delle autonomie sociali, per dare voce al variegato mondo del volontariao, della cooperazione e del terzo settore. «Questa è la nostra scommessa futura ha sottolineato Parrini dare gambe alla Conferenza delle Autonomie sociali». Ma come è percepita la sussidiarietà dalle formazioni sociali della Toscana? «Tra luci e ombre», ha affermato Alberto Corsinovi, vicepresidente della Conferenza regionale delle Misericordie della Toscana, che ha ricordato come le Misericordie hanno da sempre anticipato con le proprie risorse l’intervento del pubblico, senza arrivare ad un livello di partecipazione e di integrazione tale da dar vita ad un sistema compiuto di sussidiarietà sociale. «Il ruolo della società civile autonoma è concetto assodato in Toscana ha concluso Gianni Salvadori, assessore regionale alle Politiche sociali obiettivo prioritario è combattere la cultura dell’individualismo e ricostruire la comunità solidale, passando dalla strada della responsabilità».
Infine le polemiche. Martedì 29 novembre al Mandela Forum si sono alternati sul palco vari artisti e cantanti che hanno fatto sentire la loro voce contro la pena di morte. Ma per Paolo Bartolozzi, vicepresidente del Consiglio regionale, c’è stata una nota stonata: il comico Paolo Hendel che «ha trasformato un evento celebrativo in un becero episodio di strumentalizzazione politica di parte». «Non si possono utilizzare i soldi pubblici dei toscani per fare una campagna elettorale di parte continua Bartolozzi Hendel ha messo in piedi una sceneggiata di pessimo gusto, con reiterati attacchi alla figura del presidente del Consiglio». «Per questo conclude chiedo al presidente del consiglio regionale, Riccardo Nencini, una ferma condanna pubblica dell’atteggiamento fazioso tenuto da Paolo Hendel».