Toscana
Una cabina di regia per il nuovo welfare
A spiegare le ragioni della nascita di questo protocollo è Rossella Bugiani , dirigente Cisl. «Il protocollo spiega scaturisce dallo scenario sociale toscano che è cambiato radicamente negli ultimi anni. Una popolazione anziana che aumenta, le nascite che diminuiscono, l’emergere di nuove povertà come le famiglie monogenitoriali che trovano grosse difficoltà ad arrivare a fine mese, la non autosufficienza che diventa un problema a cui si devono dare delle risposte in modo prioritario». In questo quadro allora ecco nascere l’esigenza di una cabina di regia per raggiungere gli obiettivi prefissati e soprattutto per fare sinergia.
«Si tratta di un nuovo organismo sottolinea il presidente della Confraternita delle Misericordie Gianfranco Gambelli tra associazioni che hanno le stesse radici culturali e anche confessionali. Per fare bene le cose, bisogna pensarle bene e i bisogni attuali sono tanti. Per questo è necessaria una cabina di regia che coordini gli interventi. E poi, le risorse a disposizione delle istituzioni si stanno sgonfiando, per questo il terzo settore e il volontariato devono agire e portare il loro contributo. Anche se, dobbiamo sottolinearlo, non siamo la ruota di scorta delle istituzioni o manovalanza a basso costo. Il nostro intervento è sussidiario alle istituzioni».
Ma all’orizzonte di questo accordo c’è anche un convegno su impresa sociale e nuovo modello di welfare previsto per la primavera del 2006 che dovrebbe servire ad aprire in Toscana un dibattito sul tema.
«Vogliamo dare in nostro contributo spiega il presidente delle Acli regionali Paolo Martelloni per costruire un welfare diverso. Fino ad ora gli interventi sono stati settoriali: il sistema deve essere rivisto con un modello completo e organico. Con i nostri sportelli, con il volontariato, con l’attività quotidiana abbiamo sottomano tutte le difficoltà affrontate da molte persone e famiglie della nostra regione. In questo senso vorremmo dare un contributo concreto partendo dai problemi della gente. Molto spesso si fanno leggi e interventi sulla filosofia delle cose. Noi invece vorremmo dare un senso concreto al nostro intervento. E in più questa è un’iniziativa originale: trovare le ragioni dello stare insieme invece di coltivare ognuno il proprio orticello». «Le imprese sociali conclude Tilli servono a definire il quadro nel quale il volontariato può operare. La speranza è che venga promulgata quanto prima la legge regionale sulle imprese sociali».