Toscana
A rischio gli olivi toscani per una norma europea
A lanciare l’allarme è l’Ota (Olivicoltori toscani associati) che attualmente associa 23 mila 420 aziende olivicole toscane. «Esistono timori concreti afferma Giampiero Cresti, direttore dell’Ota per la riduzione della manodopera e per le attività correlate alla filiera, come le operazioni di frangitura e di confezionamento. La nostra risposta deve puntare sempre più sulla commercializzazione del prodotto senza abbandonare, però, la strada intrapresa nel segno di una produzione di qualità. Dobbiamo riuscire a fornire ai produttori tutti gli strumenti e i servizi necessari, capaci di dissuaderli di abbandonare una coltura, quella dell’olio, che in Toscana più che in altre zone d’Italia è radicata nella storia, nelle tradizioni e nella cultura del territorio».
Che il rischio sia concreto, rileva Paolo De Carolis, presidente del Consorzio nazionale degli olivicoltori, lo dimostra la richiesta di deroga per la Calabria. «Se il problema esiste si chiede De Carolis perché si affronta solo per Calabria?».
Si fanno, intanto, le prime stime sulla produzione toscana di olio extravergine d’oliva 2005 che dovrebbe essere più bassa del 40 per cento, anche se ci sono zone dove la produzione è andata meglio, come nel pisano e in lucchesia. Stima prematura, perchè il raccolto delle olive è ancora in corso, previsione che vede concordi tutte le associazioni di olivicoltori. L’Ota prevede una produzione pari a 175 quintali d’olio, contro i 260 mila raccolti nel 2004.
Meno olio e più caro? Per ora nessuno si sbilancia sui nuovi prezzi. «Avremo di sicuro un olio extra-vergine di qualità molto buona precisa Cresti certo esiste il rischio dell’aumento del prezzo, alla raccolta c’è sempre un’impennata, ma poi i prezzi si stabilizzano sul mercato nazionale. Lo scorso anno il prezzo era di 8-9 euro alla vendita diretta in azienda, all’ingrosso di 6-7, ma a luglio l’olio toscano ha toccato la punta minima di 3,50 euro il chilo».
Si annunciano intanto le feste e le sagre per l’assaggio dell’olio nuovo. Lucca ha annunciato un fitto calendario, dall’11 al 27 novembre, con l’apertura di frantoi e aziende olivicole, ville e palazzi con mostre e arredi antichi. In programma anche convegni e laboratori del gusto, mentre alle terme di Bagni di Lucca si faranno massaggi speciali con oli di oliva aromatizzati delle fattorie lucchesi.