Toscana
Torna la fiorentina, restano i prodotti a rischio
Il direttore di Coldiretti Toscana, Antonio Sangiorgi, rivendica giustamente l’importanza dell’introduzione, a partire dal gennaio 2002, del sistema obbligatorio di etichettatura che consente di rendere trasparente la cosiddetta «filiera produttiva» dall’allevamento alla macellazione. E il fatto che ora, per via dell’influenza aviaria, la cosiddetta «tracciabilità» del prodotto sua stata estesa anche al pollame fa esprimere allo stesso Sangiorgi amare considerazioni: «Purtroppo afferma infatti il direttore della Coldiretti toscana si deve attendere il manifestarsi di epidemie per certificare l’origine dei prodotti che portiamo in tavola. Ci auguriamo che in futuro, come chiede Coldiretti da anni, diventi obbligatoria per ogni alimento: perché questo è anche l’unico modo per consentire al consumatore scelte consapevoli e sicure».
Ma al di là delle giustissime considerazioni di Sangiorgi, c’è da dire che la Toscana enogastronomica da salvare non si limita, o non si limitava certo, alla sola fiorentina. Tutt’altro. Sono tanti i prodotti alimentari che rischiano oggi l’estinzione, e ne sanno qualcosa soprattutto quelli dell’Arsia, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione nel settore agro-forestale della Regione Toscana, che hanno censito un numero impressionante di varietà vegetali (frutta e verdura) nonché altri prodotti tipici a rischio scomparsa, nonché i responsabili di Slow Food sempre impegnati a scoprire e attivare nuovo «presìdi» perché non vadano perdute specialità locali meritevoli di tutt’altra sorte. Chi volesse saperne di più, può consultare i rispettivi siti (www.arsia.toscana.it e www.slowfood.it). Da parte nostra torneremo sicuramente sull’argomento per parlare di qualche specialità che, pur non avendo mai avuto la ribalta della fiorentina, è più che degna di essere riscoperta, apprezzata e salvata.