Toscana
Il problema della casa tra affitto e acquisto
Il bando, se i comuni accoglieranno il messaggio, servirà anche a trasferire nelle case ad affitto controllato quegli inquilini degli alloggi popolari che hanno ormai superato il reddito di legge, con l’obiettivo di far posto alle famiglie in difficoltà oggi «parcheggiate» in lunghe liste d’attesa. Da questo momento il bando è stato pubblicato a fine agosto i Comuni avranno 12 mesi per aprire i cantieri. Entro cioè febbraio 2007. Gli interventi saranno in gran parte di riqualificazione o recupero: saranno quindi privilegiate le aree dismesse. «Un problema che riguarda la casa sono ancora gli sfratti sottolinea l’assessore regionale alle politiche sociale Gianni Salvadori che ha insieme a Conti la delega sul questo punto specifico . Nel 2004 sono stati oltre 3.400 di cui due terzi per cause di morosità. Tutto ciò evidenzia le grandi difficoltà economiche che stanno attraversando le famiglie toscane. Il secondo passo sarà istituire un fondo di garanzia per sostenere queste situazioni di difficoltà».
La situazione attuale, infatti, è complessa. La richiesta di case aumenta perché aumentano in nuclei familiari (+30 per cento rispetto al 1971), in particolare per effetto delle separazioni o per la crescita dei cosiddetti single (una persona su quattro vive da sola), per l’arrivo di immigrati (15mila l’anno), per esigenze di mobilità temporanea legate allo studio o al lavoro, oppure per mero investimento. Di fronte a questi movimenti ingenti l’offerta è pressoché ingessata: +1 per cento all’anno. La conseguenza è che aumentano i prezzi degli immobili e sale la forbice della rendita: i costi degli affitti negli ultimi venti anni sono saliti del 70 per cento in più rispetto all’inflazione. Tutto questo ha effetti notevoli sul portafoglio delle famiglie: nel 1970 il costo della casa pesava per il 20 per cento sul bilancio delle famiglie toscane, mentre oggi sfiora il 30. All’interno di questo costo la componente che è cresciuta di più è quella degli affitti: nel 1970 il loro peso era del 38 per cento, oggi è del 49, mentre in proporzione si spende meno per la manutenzione (dal 34 al 31 per cento delle spese sostenute per la casa) e per l’arredamento (dal 9 al 4). Il bando regionale andrà incontro a queste esigenze? Non resta che aspettare e vedere che cosa succederà.
Poi monsignor Buoncristiani ha messo in evidenza la grande difficoltà di trovare una casa a Siena per una famiglia con reddito mediobasso. «Per sfuggire agli alti costi dell’affitto» molte persone «tendono a comprare casa nei comuni limitrofi, anche abbastanza lontani, dove i prezzi di acquisto sono inferiori». Aumentano invece «studenti ed immigrati extracomunitari che, in gruppi sino anche di 6 persone, riescono a dividere le spese». E la città «è abitata soprattutto da persone sempre più anziane con il conseguente impoverimento di rapporti sociali ed umani». Cosa succederà? «Il rischio evidente ha concluso il Vescovo è che la nostra splendida Siena, testimone di una grande storia anche civile e sociale, rimanga progressivamente solo una specie di contenitore di straordinarie bellezze artistiche, ammirate da milioni di turisti ma non più vissute armonicamente come esigerebbero le nostre migliori tradizioni».
Anche il cardinale Ennio Antonelli, arcivescovo di Firenze, ha lanciato un appello in occasione del Centenario della nascita di La Pira, ricordando l’impegno del Sindaco santo su questo fronte: «Oggi ci troviamo ancora più che mai con affitti alle stelle e migliaia di sfrattati: per questo dobbiamo attivarci tutti e collaborare perché ci siano case a prezzi accessibili». E per quanto riguarda gli studenti universitari la diocesi ha ricevuto una richiesta da parte del Rettore dell’Università e ha offerto la propria collaborazione per risolvere il problema dell’abitazione per i «fuori sede».
Infine l’intervento di monsignor Gualtiero Bassetti, vescovo della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, in occasione della solennità di San Donato, patrono del capoluogo. «Garantire un’abitazione dignitosa ha detto è qualcosa di dovuto all’uomo in quanto uomo». Ma gli ostacoli sono molti. E allora il Vescovo ha avanzato due proposte: «È necessario favorire gli affitti delle seconde case che spesso restano vuote e, in secondo luogo, vanno potenziati i controlli per evitare forme di sfruttamento indiretto, specie sugli studenti e sugli immigrati, che possono essere costretti a vivere in condizioni precarie e pagare canoni esosi».