Toscana

Katrina, migliaia i morti. La solidarietà del Papa

«In questi giorni siamo tutti addolorati per il disastro provocato da un uragano negli Stati Uniti d’America, specialmente a New Orleans. Desidero assicurare la mia preghiera per i defunti ed i loro familiari, per i feriti e i senzatetto, per gli ammalati, i bambini, gli anziani; benedico quanti sono impegnati nella difficile opera di soccorso e di ricostruzione». Lo ha detto domenica 4 settembre, all’Angelus, Benedetto XVI che ha anche annunciato di aver dato incarico al Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, l’arcivescovo Paul Josef Cordes, «di recare alle popolazioni colpite la testimonianza» della sua solidarietà. Solidarietà che era già stata espressa anche dal direttore della Caritas Italiana, mons. Vincenzo Nozza, che ha aperto un’apposita sottoscrizione.

10 mila morti, un milione di senza tetto, danni complessivi per 100 miliardi di dollari (metà di quel che è costata finora la guerra in Iraq), questo, a pochi giorni dal passaggio dell’uragano, il terrificante bilancio di Katrina, purtroppo ancora provvisorio. E saranno necessari forse fino a 80 giorni, quasi tre mesi, per riportare all’asciutto quella New Orleans che nessuno ha saputo proteggere prima e in cui abbiamo visto aggirarsi, come in un nuovo «far west», militari americani autorizzati a sparare per uccidere per fermare i furti e le violenze.

E’ stato un nuovo «11 settembre» per gli americani. Allora scoprirono che il terrorismo poteva colpire anche nel cuore del loro paese, abbattendo addirittura i simboli – le Twin Towers della loro civiltà. Oggi hanno scoperto che neanche la supertecnologica nazione americana è in grado di fronteggiare lo scaternarsi della natura. E che neanche i supercritici dell’inefficienza dell’Onu, hanno dimostrato di saper far funzionare con efficienza la macchina della prevenzione e dei soccorsi. Con in più l’aggravante del dubbio che si è insinuato in una parte del paese, riaprendo dolorose ferite: che dei cittadini americani siano potuti rimanere per giorni sui tetti, senza acqua, senza altri soccorsi, solo perché appartenenti al quel sud nero e più povero. Sarebbe davvero lo stesso – si chiedono in molti – in una metropoli americana ‘wasp’ (White, AngloSaxon and Protestant), bianca, anglosassone e protestante?

E nel mirino delle polemiche è subito finita l’amministrazione Bush. Il segretario di Stato Condoleeza Rice, originaria dell’Alabama, pure colpita da Katrina, è stata duramente apostrofata in un negozio di New York mentre spendeva migliaia di dollari in scarpe italiane ‘griffate’. Il presidente George W. Bush, dopo troppo silenzio, ha cercato di porre un argine alle critiche, di chi lo accusava di sprecare risorse per la guerra in Iraq. «Abbiamo il compito di combattere la guerra al terrorismo e abbiamo il compito di aiutare la gente su questa costa degli Usa – ha detto con fierezza tra le macerie di Biloxi -. Disponiamo di risorse più che sufficienti per entrambi i compiti». Ma intanto ha fatto appello all’Unione Europea e alla Nato per avere «aiuti d’emergenza», mentre nessuna risposta è stata data all’imbarazzante mano tesa di Fidel Castro, che ha messo a disposizione migliaia di medici.C.T.

Il sito dello stato della Louisiana

Immagini dal satellite del passaggio dell’uragano Katrina

La solidarietà del Papa

Il sito della Croce Rossa americana

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