Toscana
Sant’Anna, un Rifugio per i bambini abbandonati
Il Rifugio sant’Anna nasce per loro, perché gli innocenti non paghino gli errori degli adulti. Per questo don Luigi crea un «Rifugio» per dare una casa e una speranza a chi aveva di fronte a sé solo il nulla. Il giovane sacerdote, parroco di San Pietro all’Orto in Città nuova, accoglie i primi bambini nella canonica, ma il numero aumenta giorno dopo giorno, e si devono trovare sistemazioni immediate: prima in via Populonia, poi presso l’ex convento di santa Chiara. Difficoltà tante e di tutti i tipi, da quelle economiche e quelle politiche, incomprensioni e spesso pregiudizi verso «un prete che si dà troppo da fare».
Ma don Luigi non si è mai arreso e non si è mai fermato di fronte a nessun ostacolo. Cominciano anche i primi aiuti: da Pio XII, alla Montecatini e a tante famiglie che creano una rete di solidarietà. Solo molti anni dopo il Rifugio troverà definitiva sede nell’area di Poggio dove prende corpo «La cittadella dei ragazzi», una struttura per quegli anni profetica che individua nello studio e nel lavoro i due assi per la ricostruzione della società e degli uomini.
Il Rifugio diventa autosufficiente con i suoi laboratori nei quali i ragazzi imparano un lavoro e contribuiscono a soddisfare le necessità di una comunità che ormai ha oltrepassato le 150 unità. Nascono all’interno del Rifugio l’officina, la calzoleria, la falegnameria, un’impresa edile, un’azienda agraria e la scuola tipografica. Il progetto educativo e formativo di don Luigi è complesso e vede successivamente nascere all’interno della cittadella la scuola elementare e l’Istituto professionale che successivamente diventerà statale.
Ma l’impegno di don Luigi non termina qui: passati gli anni dell’emergenza, sfamati migliaia di ragazzi, dato loro un lavoro e un diploma è tempo di pensare alle nuove necessità dell’umanità: il Rifugio apre le sue porte ad extracomunitari, e a tutte le nuove miserie che in ogni tempo la società esprime. Nel 1970 apre la casa di riposo per gli anziani, nel 2000 l’ostello per i giovani. E anche di fronte alle nuove difficoltà, don Luigi continua caparbiamente il suo impegno.
E domenica 31 luglio sarà lì sempre in prima linea a tagliare il nastro di questo nuovo traguardo invidiabile. Il programma della giornata prevede la santa Messa alle ore 11 Presieduta dal Vescovo Giovanni Santucci. Seguirà il pranzo presso l’Ostello sant’Anna per tutti gli ex ragazzi che dalle prenotazioni già inviate supereranno i duecento. E torneranno al Poggio per ricordare e per ringraziare. E come tanti decenni fa, davanti al grande cancello che si aprirà oggi come allora, una frase salirà alla mente di quei ragazzi oggi uomini, padri, nonni: «Salve Rifugio, casa nostra».
E torneranno in tanti con le loro famiglie, con i loro figli di cui molti portano il nome di Luigi. Si può raccontare la storia di questa intuizione provvidenziale e coraggiosa per quegli anni, si può ricostruire la cronaca che da nulla portò alla realizzazione del complesso architettonico che tutti oggi possono vedere, ma non si possono certo raccontare i sentimenti che sono tesoro prezioso di chi li ha vissuti. Nel pomeriggio alle ore 17 Giovanni Tamburo, direttore dell’Associazione industriali, terrà il discorso ufficiale per sottolineare questi 60 anni di bene fatto da un sacerdote che a 92 anni è ancora alla guida del suo progetto. Nel corso della giornata un momento significativo sarà la presentazione del progetto per la ricostruzione del nuovo refettorio. Ricordiamo infatti che nel giorno di Pasqua di quest’anno il tetto del refettorio improvvisamente è crollato. Ma con esso non sono crollate le speranze e la fiducia nel futuro di don Luigi Rossi che subito incaricò l’architetto Giannini per un nuovo progetto e dette il via immediato alle procedure per la sua ricostruzione che avverrà nei prossimi mesi.
Oggi come nel 1945 don Luigi può ripetere con soddisfazione: «Non dateci elemosine, offriteci lavoro, solo così si salva la dignità dei ragazzi e si permette il loro inserimento nella società». Un insegnamento che molti dovrebbero seguire.