Toscana

Garfagnana, appello per la chiesa della Corba

DI MARCO LAPISi sono anche mobilitati per inserirla tra i «Luoghi del cuore» del Fai – il Fondo per l’ambiente italiano – attraverso il secondo censimento dei luoghi da non dimenticare svoltosi in collaborazione con Banca Intesa.

E anche se non è riuscita ad entrare nella «top ten» nazionale, resa nota alla fine di febbraio, a livello regionale ha fatto registrare un successo probabilmente inatteso. Con 590 preferenze contro le 659 delle cascatelle di Saturnia, infatti, la piccola chiesa della Madonna della Corba di Castiglione Garfagnana si è piazzata al secondo posto tra i luoghi della Toscana, distanziando di gran lunga il chiostro dell’ex convento di San Francesco a Lucignano (330 segnalazioni) e il paese di Dama in Casentino (139).

Una bella soddisfazione morale, ma purtroppo per ora nulla più per questo piccolo e meraviglioso paese cinto di mura, la cui secolare e gloriosa storia di fedeltà a Lucca non ha impedito quello spopolamento di cui in tempi recenti hanno sofferto anche i restanti centri della Garfagnana, un tempo sotto il dominio estense.

E se la tradizione della Processione dei Crocioni (di cui abbiamo parlato a Pasqua) ha resistito e riesce ogni anno a richiamare migliaia di visitatori, i segni del tempo si sono inesorabilmente abbattuti su buona parte della cinta muraria (che necessiterebbe a sua volta di un intervento di recupero e valorizzazione) nonché sulla cinquecentesca chiesetta situata nei pressi del cimitero, «posta a circa un tiro di moschetto fuori delle mura del castello verso ponente», come ricordava la relazione della Visita Pastorale del 1621.

Già danneggiata dal disastroso terremoto del settembre 1920, a causa del quale andò tra l’altro perduto il seicentesco affresco originario con l’immagine di Maria, la Madonna della Corba fu restaurata solo nel 1936-1937 e durante la seconda guerra mondiale – come ricorda Samuele Cecchi, «memoria storica» di Castiglione – «vi fu trasferita la sede comunale con il suo archivio ed uffici».

Poi lo stesso Cecchi prosegue: «Finita la guerra tornò al suo decoro e alla sue numerose funzioni. Oggi vi si celebra una sola volta all’anno, in occasione della Natività della Madonna, l’8 settembre». Ma c’è bisogno «di urgente restauro per salvare dalla rovina questo monumento che i nostri avi hanno costruito e gelosamente custodito». Gli interventi più immediati dovrebbero riguardare il tetto, ma chi raccoglierà l’appello dei castiglionesi?