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Spagna, primo «sì». Ma gli europei conoscono la nuova Costituzione?
sostituisce tutti i trattati precedenti: il Trattato di Roma (1958), l’Atto Unico Europeo (1986), il Trattato di Maastricht (1992), di Amsterdam (1997) e di Nizza (2001). La Costituzione dà una visibilità maggiore all’insieme delle «regole del gioco» comunitario;
conferisce all’Ue una personalità giuridica, con la possibilità d’adesione alle organizzazioni internazionali. L’Ue avrebbe un presidente stabile, eletto dal Consiglio dei capi di stato per due anni e mezzo, rinnovabile una sola volta, e un ministro degli affari esteri;
garantisce le libertà fondamentali e i valori comuni. Per la prima volta, la «Carta dei Diritti fondamentali» fa parte di un trattato e quindi è dotata di un valore come diritto comunitario primario;
garantisce l’unità nella diversità. Le lingue, culture e tradizioni delle varie popolazioni europee saranno mantenute e rispettate;
facilità la presa di decisioni. Senza escludere del tutto i casi dove è necessario ancora il voto all’unanimità, le decisioni del consiglio dei ministri richiedono il 55% degli stati membri e i 65% della popolazione dell’Unione;
conferma il ruolo del Parlamento europeo nel processo legislativo. In più, la Costituzione riduce a sei il numero delle azioni di cui l’Ue può avvalersi: legge europea e legge quadro europea (atti legislativi); regolamento europeo e decisione europea (atti non legislativi); raccomandazioni e pareri (punti di vista).
Giscard d’Estaing ha ricordato che il referendum sulla Costituzione non si deve considerare come un plebiscito sul governo nazionale e neppure come una presa di posizione sul possibile allargamento dell’Ue. Il ruolo della Costituzione si riduce a consolidare le basi dell’Unione e a chiarire le competenze delle istituzioni europee senza pregiudizi sulle scelte che gli europei, cittadini o stati, faranno nel futuro.
Di conseguenza, la Costituzione europea:
non sostituisce le costituzioni nazionali. Perché essa è dotata della propria ragione d’essere e di una sua autonomia. Essa definisce il quadro di azione dell’Unione europea e si applica su tutto il territorio dell’Ue in modo uguale;
non crea una federazione. Le prerogative dell’Unione rimangono unicamente quelle attribuite dagli stati membri. La Costituzione indica quali sono le competenze esclusive dell’Ue (come l’unione doganale), quelle concorrenti con gli stati membri (come il mercato interno) e quelle complementari (come il turismo) nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità e sotto il controllo della Corte di Giustizia e la verifica dei parlamenti nazionali (novità);
la Costituzione, come ogni produzione umana, non è perfetta. Per questo motivo potrebbe essere modificata con dei trattati successivi. Ci sono delle critiche e dei punti interrogativi perché ci sono sicuramente delle lacune e delle mancanze. Questo è un segno di «salute» della democrazia europea.
Secondo i sondaggi realizzati recentemente, i più attaccati all’Europa sono le persone tra 18-24 anni e con più di 64 anni! Una spiegazione c’è: i giovani hanno lo sguardo verso il futuro e gli anziani si ricordano ancora del passato; per entrambi, ci vuole una costituzione che consolida quel mezzo secolo di prosperità, di pace e di progresso e apre nuovi orizzonti per i 450 milioni di cittadini dell’Europa dei 25.
Dicembre 2001 – Consiglio di Laenken: viene approvata la «Dichiarazione sul futuro dell’Unione europea» nella quale si istituisce la Convenzione europea per preparare una bozza di Costituzione europea che semplifichi, ordini ed unifichi in un unico testo i quattro trattati sui quali si fonda l’Ue.
28 febbraio 2002 – inizio dei lavori della Convenzione europea, composta da 105 membri e presieduta da Valéry Giscard d’Estaing, affiancato da Jean-Luc Dehaene e da Giuliano Amato
20-21 giugno 2003 – Consiglio europeo di Salonicco: Valery Giscard d’Estaing presenta formalmente ai Capi di Stato e di Governo il testo delle prime due Parti del Progetto di Trattato costituzionale elaborato dalla Convenzione. Il Vertice europeo convoca la Conferenza Intergovernativa incaricata di mettere a punto il testo definitivo della Costituzione.
10 luglio 2003 – Chiusura dei lavori della Convenzione
18 luglio 2003 – 18 luglio 2003 – Giscard d’Estaing consegna all’Italia, presidente di turno dell’Ue, il testo definitivo che dovrà essere discusso dalla CIG, la Conferenza Intergovernativa.
4 ottobre 2003 – Al via la Conferenza intergovernativa a Roma
12-13 dicembre 2003 – I Capi di Stato e di Governo riuniti a Bruxelles, non raggiungono un accordo sulla Costituzione europea il cui Testo uscito dalla Convenzione è stato rivisto e corretto. Ci sono problemi soprattutto sulla formula del voto a maggioranza qualificata e sulla sua applicazione, ma anche sulla composizione della Commissione e su alcuni temi economici. Il testimone passa alla presidenza irlandese dell’Ue.
25-26 marzo 2004 – Vertice europeo: i leader dei paesi dell’Ue, riuniti a Bruxelles, si impegnano formalmente a ricercare un accordo per dare all’Unione una Costituzione entro giugno.
17-18 giugno – Vertice europeo: il trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa viene approvato all’unanimità.
29 ottobre 2004 – Roma: i capi di stato e di governo dei 25 stati membri e dei 3 candidati firmano in Campidoglio la Costituzione europea. Per entrare in vigore dovrà ora essere ratificata da tutti gli Stati dell’UE.
Sono 10 i paesi che ricorreranno al referendum, con un voto consultivo o vincolante di cui due nuovi stati membri dell’Ue (Polonia e Repubblica Ceca).
La Lituania è stato il primo paese à ratificare il trattato; l’11 novembre 2004 il Parlamento di questo paese baltico ha votato a favore della Costituzione con 84 voti favorevoli e solo 4 contrari.
La Spagna è il primo paese a votare il trattato costituzionale con un referendum; il «sì» ha avuto il 76,73% (10.804.464) dei voti contro il 17,24% (2.428.409) di «no». Le schede bianche sono state il 6,03% (849.093). La partecipazione è stata del 42,32% (14.204.663 sui 34.692.278 aventi diritto).
In Italia la Camera dei Deputati ha approvato il 25 gennaio la ratifica alla Costituzione europea con 436 voti favorevoli, 28 contrari e 5 astenuti. Solo la Lega e Rifondazione Comunista si sono pronunciati a sfavore della ratifica, mentre i Verdi hanno deciso di astenersi. Ora il testo passa al Senato, per la sua approvazione definitiva.
Il popolo britannico si pronuncerà sulla ratifica della Costituzione europea nel 2006 con un referendum consultivo. I risultati del referendum, benché non vincolante, peseranno sulla decisione definitiva che verrà successivamente presa dalla Camera dei Comuni.
L’Assemblea Nazionale francese ha approvato il 1 febbraio a larghissima maggioranza un progetto di legge di revisione costituzionale che permette alla Francia di ratificare la Costituzione europea. A giugno, è previsto il referendum che dovrebbe sancire la ratifica definitiva della Costituzione europea.