Vita Chiesa

Le coppie di fatto e il virus dei diritti

DI DON FRANCESCO SENSINI«L’idea che la persona amata racchiuda in sé tutte le caratteristiche e soddisfi tutte le necessità appartiene ai sentieri dell’utopia. Se dal partner ci aspettiamo tutto, corriamo il rischio di deludere e rimanere delusi. La persona che amiamo non deve essere quella con cui per forza condividiamo ogni emozione, hobby o sfizio».

Questa convinzione sull’amore tra uomo e donna, espressa da un illustre giornalista, mi ha messo in difficoltà. Mi sono domandato: ma quando celebro un matrimonio e chiedo ai due se vogliono amarsi per sempre, se intendono condividere tutto, se sono pronti a fidarsi l’uno dell’altro fino al perdono, chiedo cose reali, possibili o fuori dal mondo, impossibili?

Forse è opportuno riflettere sulla realtà del matrimonio. Quale è la differenza tra matrimonio civile e sacramento? Il matrimonio civile è un patto d’amore che due persone libere contraggono chiedendo allo Stato di riconoscere, sostenere, aiutare e favorire (economicamente e legalmente) questa loro scelta. Lo stesso Stato, rispettando la libertà dei due, prevede la possibilità del fallimento (separazione, divorzio). Il matrimonio sacramento è la scelta che due persone libere fanno con Dio nella chiesa, di essere testimoni del suo amore per tutti gli uomini. E siccome Dio è fedele nella buona e nella cattiva salute così lo devono essere gli sposi. Siccome Dio perdona sempre e tutto, così devono fare gli sposi. Siccome Dio ama la vita e l’ha creata, così devono anche fare gli sposi.

Mi si potrà obiettare che nessuno mette in dubbio queste belle idee, che sarebbe bello se fosse proprio così, che abitualmente ci si sposa in chiesa per ben altri motivi e che per tutti la realtà è ben diversa.

Sapendo che non esiste squadra di calcio perfetta, perché prendersela per le sconfitte? Sapendo che nessuno potrà mai conoscere tutto, perché preoccuparsi dell’ignoranza? Sapendo che non esiste uomo o donna perfetta perché sposarsi allora? Ecco la realtà delle coppie di fatto. Persone che scelgono di vivere l’amore ma con il virus dei «diritti». Non vogliono né riconoscimenti «sociali» né investiture «religiose» perché comportano obblighi. Vantano solo dei diritti credendo più alla propria libertà individuale che alla propria dignità personale.Penso che il matrimonio sacramento sia quello senz’altro più difficile da vivere, ma non si può negare che è così solo perché Dio ha troppa fiducia negli uomini e nelle donne.