Toscana
A Migliarino c’è chi si scalda con il granturco
La soluzione? Galeotto, un anno fa, l’incontro con un’impresa artigianale del nord Italia, la Alpi di Poggio Rusco (Mantova) : «Vuoi scaldare il tuo fabbricato servendoti dei prodotti della tua terra? Fai bruciare il tuo granturco» gli disse Giorgio Monesi, eclettico esperto di caldaie. Fu lui a fornirgli la caldaia.
«Così passai dal gpl alla combustione di mais, che rispetto a quel carburante ha un potere calorico più o meno uguale». Risultato? «Sono passato da settemila euro di spesa per l’acquisto di gpl a un mancato incasso di un migliaio di euro». Sì, perché il granturco prodotto in azienda nella caldaia ne vanno 100 quintali nelle due stagioni fredde, praticamente niente per un’azienda che ne fa 5000 a stagione costa esattamente sei volte meno del gpl, quattro volte meno del gasolio e la metà del metano.
«Ma la mia è stata anche una scelta ecologica dice l’agricoltore di origine francese perché adesso nella mia caldaia brucio un carburante rinnovabile (il granturco si semina a maggio e si raccoglie adesso) ed emette la stessa anidride carbonica che è stata catturata dalle piante nell’anno precedente».