Toscana

ACLI, NASCE IL MOVIMENTO PER LA DIFESA DEI DIRITTI DEI PENDOLARI IN TOSCANA

Scarsa puntualità dei treni e frequenti disservizi. Ma anche l’impossibilità per i pendolari di veder loro garantiti i diritti più elementari, primo fra i quali la rimborsabilità del biglietto o dell’abbonamento ferroviario. Per porre fine ad una situazione ormai divenuta insostenibile, Lega Consumatori Acli Toscana ha deciso di promuovere il “Movimento per la difesa dei diritti dei pendolari della Toscana”, che si prefigge i seguenti obiettivi: monitorare la qualità dei servizi erogati ai cittadini; ottenere rimborsi per tutti i pendolari in caso di ritardo o disservizi; garantire l’applicazione della “Carta dei diritti dei consumatori nei servizi di pubblica utilità”. Spiega Pino Staffa, presidente regionale di Lega Consumatori Acli Toscana: “Viaggiare in treno su alcune tratte della Toscana è divenuto ormai insostenibile. Dopo aver raccolto numerosissime segnalazioni e lamentele da parte dei viaggiatori, abbiamo deciso di vederci chiaro. Una delle linee più contestate è stata proprio la Firenze-Pisa-Livorno: da qui è partito il nostro monitoraggio e la decisione costituire un movimento per la difesa dei diritti dei pendolari.”

L’inchiesta – condotta da Lega Consumatori Acli Toscana tra maggio e settembre 2004, su un campione di 1500 viaggiatori – mostra una situazione davvero allarmante: oltre il 90% degli intervistati si ritiene complessivamente insoddisfatto dei servizi erogati da Trenitalia per quanto riguarda: puntualità, pulizia, affollamento, climatizzazione, sicurezza, informazione, cortesia e disponibilità.

Le lamentele più frequenti dei viaggiatori pendolari, riguardano proprio l’impossibilità di ottenere il rimborso del biglietto ferroviario o dell’abbonamento in caso di ritardi o disservizi. Il rilascio di un bonus da parte di Trenitalia è previsto solo per chi viaggia su convogli di media e lunga percorrenza e non è abbonato. Nessun rimborso è invece previsto per gli utenti pendolari che, paradossalmente, subiscono il massimo disservizio possibile, visto che utilizzano il treno soprattutto per recarsi al lavoro. Non solo. Il nuovo piano aziendale delle ferrovie ha introdotto, a partire dal 2003, una novità: l’abbonamento mensile non può più decorrere da un giorno qualunque, ma solo dal primo del mese. In pratica chi si trova, per motivi personali o professionali, ad utilizzare il treno ad esempio dal 10 di giugno fino al 10 di luglio, è costretto a pagare per 30 giorni di tratta ben due abbonamenti mensili. Precisa Pino Staffa: “Si tratta di una vera e propria discriminazione nei confronti dei consumatori, una prassi che viola apertamente i principi sanciti dalla Carta dei Servizi 2004 di Trenitalia.” E prosegue: “Al momento solo in Lombardia è stata emanata una delibera che riconosce un indennizzo ai pendolari in caso di mancato rispetto degli standard minimi di puntualità dei treni. Ci auguriamo pertanto che il neonato ‘Movimento per la difesa dei diritti dei pendolari della Toscana’ possa incrementare l’attenzione nei confronti dei disagi subiti dei pendolari, sensibilizzando la Regione Toscana a dotarsi di adeguati strumenti normativi, sull’esempio dell’amministrazione lombarda.”

E’ proprio la Carta dei Servizi 2004 ad essere bersaglio delle critiche di Lega Consumatori Acli Toscana. Essa dovrebbe presentare al pubblico gli impegni e il piano di interventi che Trenitalia ha realizzato per migliorare la qualità dell’offerta ed il grado di soddisfazione dei clienti. In particolare il documento indica i fattori che dovrebbero determinare la qualità del servizio erogato ai passeggeri: regolarità del servizio e puntualità dei treni, pulizia dei mezzi, comfort, servizi aggiuntivi, informazioni alla clientela, livello di servizio, aspetti comportamentali e comunicazionali del personale di contatto. “In realtà – conclude Pino Staffa – i principi ispiratori e gli standard qualitativi che Trenitalia si è impegnata a garantire non sono affatto rispettati. Per questa ragione abbiamo deciso di contrapporre al documento di Trenitalia, la ‘Carta dei diritti dei consumatori’, un documento che prevede il rispetto di alcuni inalienabili principi nei confronti dei cittadini che usufruiscono di un servizio di pubblica utilità. Tra questi: il diritto alla scelta e alla comparazione, il diritto alla qualità, sicurezza e continuità del servizio, il diritto al risarcimento del danno e alla risoluzione alternativa delle controversie.” (cs)