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AFGHANISTAN, UCCISI SEI OPERATORI UMANITARI NEL SUD DEL PAESE; ULTIMATUM PER CLEMENTINA

Sei operatori umanitari che lavoravano per un’agenzia delle Nazioni Unite sono stati assassinati nelle notte nel sud dell’Afghanistan. Le vittime, tutte di nazionalità afgana, viaggiavano su un fuoristrada bianco con la sigla dell’Onu nella provincia di Zabul, lungo l’autostrada che collega la città meridionale di Kandahar alla capitale Kabul, quando sono stati assaliti da uomini non identificati. “Nel buio l’automezzo potrebbe essere stato scambiato per un auto governativa o delle forze dell’ordine” ha spiegato il portavoce del governatore della provincia di Zabul, Gulab Shah Alikhel. Il giorno prima c’era stata un’operazione di polizia nei dintorni di Kandahar con la cattura di sei talebani. “Non sappiamo chi sia dietro questo attacco – ha continuato Alikhel – potrebbe essere responsabilità di criminali come di terroristi. Di recente i talebani sono stati attivi in questa zona , ma non possiamo dire con certezza che siano stati loro”.

Oggi i presunti rapitori delle cooperante italiana Clementina Cantoni, sequestrata il 16 maggio da ignoti, hanno lanciato un nuovo ultimatum minacciando di uccidere l’ostaggio se non saranno accolte le loro richieste; ma il ministro degli Esteri di Kabul, Abdullah Abdullah da Tokyo, dove è in visita diplomatica, ha detto che da informazioni in suo possesso la giovane donna sta bene e che funzionari della sicurezza afghana sono al lavoro per la sua liberazione. Misna