Toscana

AL VIA L’OPERAZIONE PALESTRE SICURE; INDAGINE SULLE PALESTRE TOSCANE RIVELA CARENZE

Fare attività fisica divertendosi e in tutta sicurezza. Questo l’obiettivo del progetto europeo “Palestre sicure”, approvato dalla direzione generale salute e tutela dei consumatori della Commissione europea e realizzato, insieme alla Regione Toscana, da molti altri partner italiani ed europei. Il progetto, illustrato oggi nel corso di una conferenza stampa dall’assessore al commercio e tutela dei consumatori Anna Rita Bramerini, è stato presentato alla commissione europea dall’Acu-Associazione consumatori utenti iscritta nell’albo regionale della Toscana.

Fra i soggetti che hanno collaborato alla sua realizzazione, cinque associazioni di consumatori appartenenti ad altrettanti paesi europei (Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Svezia). Obiettivo del progetto, indagare sul tema della sicurezza nella pratica sportiva e nelle attività motorie e ricreative svolte in palestre, centri fitness e wellness, per capire quali norme ne regolano l’attività, quali sono le garanzie e le tutele offerte ai consumatori, quali le carenze più evidenti in un comparto che ha avuto, negli ultimi anni, un impetuoso sviluppo in tutta Europa. Uno sviluppo al quale non sempre ha fatto seguito una legislazione adeguata ed omogenea.

E’ evidente che la conoscenza della realtà è la premessa indispensabile per migliorare la qualità di questi servizi. Non a caso fa parte di questa indagine conoscitiva la ricerca, effettuata in Toscana, su un campione di 35 palestre pubbliche e private (un numero destinato ad aumentare nella successiva evoluzione del progetto). I dati (rielaborati dal comitato tecnico scientifico del progetto e da tecnici dell’Asl 1 di Massa Carrara) mostrano, anche in Toscana, alcune carenze. Qualche esempio: nel 24% delle palestre non viene richiesto il certificato medico, il 14% del campione dichiara di non avere impianto di riscaldamento, il 7,4% non ha uscite di emergenza, il 18,5% non ha illuminazione di emergenza, solo il 48,1% prevede una soglia massima di affollamento. Ci sono però anche alcuni elementi positivi: oltre il 63% delle palestre possiede un locale per il primo soccorso (non richiesto dalla legge vigente) e appena il 3,7% non dispone della cassetta di pronto soccorso, nell’84% delle strutture è presente una polizza assicurativa. “Negli ultimi anni – spiega l’assessore al commercio e tutela dei consumatori Anna Rita Bramerini – abbiamo assistito al moltiplicarsi delle attività legate al fitness, cioè ad una attività fisica e sportiva non più legate alle organizzazioni e alla competizione agonistica ma mirata soprattutto al raggiungimento della forma fisica e alla ricerca di un nuovo rapporto con il proprio corpo. Basti pensare che in Italia il settore conta circa 40 mila addetti per un giro di affari di oltre 2 milioni di euro e oltre 5 milioni di frequentatori. Di fronte a questo ampliamento del concetto di sport ci è sembrato indispensabile inserire la tutela della salute e la sicurezza nelle palestre fra le iniziative per la difesa del consumatore portate avanti dalla Regione Toscana”. Oltre all’indagine conoscitiva, il progetto Palestre si propone di prendere in esame le fonti normative, a livello comunitario, nazionale e locale, che discplinano il settore e le modalità gestionali delle palestre per far emergenze divergenze e elementi critici, vuoti normativi, ecc. (cs-com/bc)